La difficoltà ad aggiornarsi in tempo reale dal punto di vista tecnologico è un problema che ci limita sul piano conoscitivo (cosa di cui spesso ci accorgiamo solo al momento di scegliere un prodotto da acquistare), economico ed etico.
Questa è la principale ragione per cui noi consumatori occidentali dell’emisfero settentrionale, sia come individui che come organizzazioni, applichiamo in maniera discontinua e non sempre congrua concetti quali il riuso, il riciclo, il risparmio (in termini materiali oltre che economici) o il ri-qualcos’altro all’ambito tecnologico e informatico in particolare. Magari non ci pensiamo al momento dell’acquisto, o più semplicemente non abbiamo tempo/conoscenze sufficienti a reperire e valutare tutte le alternative… sempre più spesso però è il mercato stesso che limita la nostra autonomia di consumatore, inducendoci all’acquisto di prodotti “usa (per un po’) e getta (per sempre)”.
Un – triste – esempio per tutti: i nuovi Tablet (Pad) e gli SmartPhone. Parliamo di nuovi tablet pe riferirci agli svariati modelli di Tablet TouchScreen che , negli ultimi tre anni, hanno fatto breccia nella grande distribuzione con un contenimento del prezzo che li ha resi economicamente accessibili ai più. In realtà primi veri Tablet (con cui si interagiva tramite penne infrarossi e non impiastricciandolo con l’unto dei polpastrelli) sono classe 1999 / 2000. Le differenze tra le due tipologie sono molte comunque, senza stare a fare il gioco delle differenze rispetto a quelli in commercio adesso, possiamo dire sommariamente che gli “antenati”, in rapporto ovviamente al mercato informatico di allora, erano:
- veloci;
- costosi;
- più funzionali;
e, soprattutto:
- RIPARABILI!
That’s the point! Infatti se già le attuali generazioni di tablet (Pad) non sono né veloci né funzionali rispetto alle possibilità che ci offre un Notebook o spesso anche un Netbook odierno (talvolta anche a parità di costo), la caratteristica che qui ci preme sottolineare è oggi questi prodotti non sono quasi per nulla riparabili dal punto di vista hardware.
Spiegato meglio: normalmente, in caso di problemi hardware con il vostro pc, c’è quasi sempre la possibilità di intervenire sostituendo una componente rotta o malfunzionante con il corrispondente pezzo funzionante sostitutivo (nuovo o usato, della stessa o di un’altra marca, ecc…); potete affidarvi a un tecnico o, perché no, alla vostra stessa mano, tempo e conoscenze permettendo. Peccato però che se le cose non cambieranno d’ora in poi non si parlerà più tanto di PC (i Personal Computer, personalizzabili, appunto, anche con diversi livelli di “manipolazione”) ma di TC o Throwaway Computer, letteralmente: usa-e-getta____:-(
Certo noi vogliamo pensare (sperare!) che la gente al momento di sostituire uno strumento tecnologico non lo getti materialmente (e IMPROPRIAMENTE, soprattutto!) in discarica. Tuttavia, anche solo abbandonarlo per sempre in un cassetto, o usato sporadicamente “tanto per verificare che funzioni ancora”, non serve a niente!
Con questo non vogliamo demolire in toto i nuovi tablet e gli smartphone del cui utilizzo, anzi, non mancano le testimonianze entusiastiche: versatilità sul Web, leggerezza e praticità di trasporto li rendono oggetti sempre a portata di mano. Non affezioniamoci troppo però, o ci rimarremo male quando, dopo averli personalizzati in funzione delle nostre esigenze, dovremo sostituirli perché non si possono riparare e ricominciare da zero con con la versione successiva, più bella, più performante, più prepotente…
₪
Anzi, no: speriamo di “sbatterci la testa” il prima possibile così magari smettiamo di acquistarli e non li producono più a quintali come stanno facendo ora ☻ Il problema è il pericoloso circolo vizioso che si è innestato: più ne compriamo, più ne producono; più ne sostituiamo, più ne buttiamo, più ancora ne producono… e in tutto questo “più e più e più” la questione forse più allarmante sul piano dell’inquinamento è legata alla batteria (che peraltro nei più prestanti prodotti dura veramente poco).
Pare infatti che la stragrande maggioranza di questi prodotti non preveda più la sostituzione della batteria (a volte direttamente saldata) semplicemente perché non sono “pensati” per essere smontanti. Vi rivolgerete pertanto a un tecnico che, nel 90% dei casi, oltre a chiedervi una cifra spropositato (rispetto al prezzo pagato per l’intero oggetto nuovo) vi “rivelerà” che vi conviene comprarne uno nuovo (anche perché non ha idea di dove, come e in quanto tempo reperire la batteria sostitutiva)… e dire che nei vecchi tablet o nei classici portatili la batteria potrebbe sostituirla anche un bambino, basta procurarsi quella giusta!
Cerchiamo quindi di non far tramontare così velocemente l’era dei Notebook /Netbook: potremmo pentircene. Parlando in termini di sostenibilità, infatti, il consumo dei materiali (e, di conseguenza, la produzione di scarti) legati al settore dell’informatica e della tecnologia sta aumentando, ma noi otteniamo il potere di rallentarlo anche solo imparando a conoscere gli oggetti che vogliamo o dobbiamo usare.
Per esempio, già i portatili rispetto ai pc Desktop (volgarmente detti “computer fissi”) hanno componenti estremamente differenziate e poco interscambiabili: se non invertiamo questo trend, e ci aggiungiamo la tendenza a una crescente miniaturizzazione delle parti, non si potrà certo più pretendere di intervenire autonomamente su una tecnologia composta da pezzi “unici” e quasi invisibili ai nostri occhi.
Purtroppo non dipende solo da noi; è chiaro che il mercato ci impone molte cose, ma con un po’ di impegno anche noi possiamo a nostra volta condizionarlo.
La prima cosa da fare è, sicuramente, imparare a conoscere, valutare e “maneggiare” i nostri oggetti informatici. Certo le cose da dire sarebbero tante, ma possiamo provare a iniziare con questa prima breve guida per non far “morire” il vostro vecchio Laptop o anche solo potenziarlo un po’, affinché possa continuare ad accompagnarci nelle nostre attività tecnologico/informatiche.
In questa occasione inauguriamo una serie di post con cui faremo vedere come smontare, conoscere, ripulire ed eventualmente personalizzare e potenziare un Netbook -esclusivamente dal punto di vista hardware – a partire da alcune nozioni conoscitive basilari che daremo per scontate e che per la verità dovrebbero essere alla portata ormai di tutti coloro che hanno quotidianamente a che fare con pc e simili.
(In seguito cercheremo di proporre anche altre “soluzioni” per Notebook e Tablet; per ora accontentiamoci di un modello per il quale abbiamo un sacco di foto dettagliate già disponibili → ☺ ).
Ecco dunque a voi un modello Asus serie EEEPC…

(le foto appartengono in particolare ad alcuni modelli di pc 901 / 901Go)
↓

Come prima cosa è necessario smontare il pc in tutte le sue parti (munendovi di idoneo cacciavite e pazienza: è pur sempre un lavoro di precisione!); un netbook si presta abbastanza bene allo scopo perché è composto da un numero minore di parti rispetto ai classici portatili e rispetto ai vecchi tablet, rendendo le operazioni più facili e veloci.
Un altro vantaggio è che, per quanto riguarda le componenti interne, non è del tutto integrato come avviene invece per i nuovi tablet e, anche se la scheda video (e in molti casi anche le altre schede: audio, rete, modem…) del pc sono un pezzo unico con la scheda madre, c’è ancora la possibilità di sostituire memoria RAM, alcune schede per la comunicazione senza fili (Wi-Fi, Bluetooth, modem 3G/UMTS) il disco fisso HDD o SSD e…
…guardate un po’ che bello ▬▬▬► se scoprite che la batteria del pc (o la batteria CMOS del Bios) è esausta potete ricomprarla nuova senza dover cambiare computer ;-)
Ops! Da non dimenticare: mai smontare parti di un pc senza prima aver tolto la batteria (e chiaramente anche il cavo di alimentazione, il tutto a computer spento, o sperimenterete i nefasti effetti della brusca interruzione di corrente)!
Per prima cosa togliamo lo sportellino del vano posteriore che accoglie RAM, SSD e scheda WIFI svitando le due vitine corrispondenti.

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Vediamo nel dettaglio cosa contengono appunto questi vani:

Nella figura sopra possiamo distinguere:
La RAM supportata da questa serie di modelli di EEE è di tipo DDR2, mentre le altre schede hanno uno slot che si chiama miniPCI-express. Le varie schede mini PCI-e si differenziano non solo per lunghezza e dimensione ma spesso anche in funzione dei buchi delle viti, posti in posizioni differenti: questo può diventare un ulteriore problema al momento di sostituire o cambiare alcune di esse per esempio per aumentare la memoria di archiviazione dati o potenziare la connettività senza fili. Il rettangolo evidenziato in giallo è lo spazio per l’SSD venduto di serie nei modelli 901 e 901Go. Il punto interrogativo corrisponde infine a uno spazio nonmeglioidentificato (sono aperte le scommesse).
Noterete, a seguito dello smontaggio delle due vitine iniziali, che il drive si solleverà da solo a circa 45° ; da quella posizione può essere direttamente estratto:

Esistono numerosi modelli di SSD compatibili per gli slot mini PCI-e degli EEEPC Asus e di differenti capienze. Indicativamente vanno dai 4Gb ai 128Gb, ma si possono trovare in commercio, più raramente, anche capienze inferiori o superiori a questo range .

In linea di massima, possiamo dire che la Asus prevede drive da 8Gb o da 16Gb come soluzione “di default” per questo stesso slot, posizionato più o meno al centro del pc. Nei modelli 901 c’è un ulteriore slot che può alloggiare SSD più internamente. Ma come vedremo più avanti va smontato quasi tutto il netbook.
Comunque, gli SSD di “serie” dei 901, a parità di dimensione non sono tutti uguali. Se vediamo, per esempio, quelli da 16Gb, notiamo che alcuni hanno sigle differenti che indicano il numero rev. e P/N ed hanno differente velocità di scrittura e lettura:

≠

Procedendo con le operazioni, smontiamo adesso il case del pc, partendo sempre dal lato posteriore (bottom case o base) da cui abbiamo già tolto lo sportellino, e togliamo le viti che vedete cerchiate in giallo qui sotto:

Importante: le tre viti che rimarrebbero coperte dalla batteria nel vano della stessa non sono uguali alle altre, ma più corte e con la testa più piccola; teniamolo presente quando le mettiamo da parte, in modo da non utilizzarle scorrettamente durante il rimontaggio.
A questo punto mettiamo dritto il pc ed apriamo lo schermo, regolandolo in normale posizione lavoro. Per completare lo smontaggio delle viti della parte inferiore del computer e sollevare il resto del case che rimane sotto la tastiera (ovvero il palmrest con il touchpad integrato) bisogna infatti estrarre quest’ultima; quest’operazione operazione la prima volta potrebbe risultare un po’ difficile. Vediamo perché:

Con uno strumento sottile, per esempio un taglierino (ma sarebbe meglio qualcosa dello stesso spessore ma in plastica, così che non lasci segno, come la paletta del Das o altro similmente duro), spostiamo i due/tre gancetti che si intravedono nella fessura a fine tastiera come in figura. ▬▬► I gancetti vanno spostati verso l’esterno rispetto alla tastiera, per meglio dire verso lo schermo: così facendo la tastiera si solleverà solo leggermente. In questa fase sollevare la testiera risulterà appunto un po’ duro perché, per farla rimanere più aderente, è stata fissata con dello scotch biadesivo dalla casa produttrice. La tastiera va quindi sollevata gradualmente, con delicatezza ma, al contempo, anche con poco di forza, dopo di che la ribalterete sul lato opposto a quello dei gancetti e la staccherete dalla scheda madre tramite l’apposito connettore:

Nel riquadro più piccolo della figura in qui sopra si vede un piccolo piedino nero: è una delicata asticella che deve essere sollevata con lo stesso movimento applicato sui gancetti/piedini, da entrambi i lati. Solo così il connettore libera il cavo della keyboard e si può proseguire.
Sganciamo ora i due connettori di seguito:
1) quello del touchpad, con un movimento simile a quello esercitato sul connettore della tastiera (dentro il rombo rosso nella foto sotto)

┼

2 ) quello dell’HOTKEY_LID (v. foto sopra) posto in alto a sinistra nella scheda madre;
Senza cambiare la posizione del pc, svitate quindi tutte e sei le viti in vista (cerchiate nella foto sotto).

Una volta tolte le viti e sollevata la parte superiore del case sotto tastiera, la scheda del touchpad e quella dei tasti funzione rimangono ancora avvitate, come si vede sopra (le due zone con schede di elettronica verde). Per separare definitivamente le due parti del case sarebbe meglio utilizzare le proprie unghie, per evitare di rigare le plastiche del pc, ma possiamo anche ingegnarci con la solita palettina del Das o quella della Nutella (peraltro unica cosa positiva della Nutella!) o ancora altri strumenti appositi per gli chassis dei portatili.
A questo punto guardiamo il lato superiore della scheda madre e distinguiamo:

→ il processore (CPU), in rosso,
→ la ventola (FAN), in arancione,
→ le casse (SPEAKERS), in fuxia,
→ il modulo per il bluetooth, in celeste,
→ la batteria del BIOS (bios battery), in blu,
→ lo spazio per lo slot in cui inserire la SIM (3G), in verdino.
E molto altro ancora. Possiamo oltretutto notare numerosi connettori , da alcuni dei quali abbiamo scollegato tastiera (foto in basso, rettangolo rosso), touchpad (foto in basso, quadrato rosso)…

… e tasti funzione nella fase precedente. Altri connettori sono brevemente elencati di seguito:
Nella foto sotto, a destra in alto incontriamo di nuovo il connettore HotKey (relativo tasti funzione, già scollegato in precedenza) e connettore ventola (in inglese: fan), sempre a destra nella foto ma più in basso. La ventola si può scollegare anche subito per poter completare successivamente lo smontaggio:

Sulla destra in alto della scheda madre, troviamo i connettori della webcam e del microfono (tali periferiche sono integrate nella parte superiore del monitor LCD). Anche questi due connettori (foto sotto) possono essere staccati per lo smontaggio:

Procedendo verso il basso, più o meno al centro della scheda madre, si trova il connettore delle casse (rettangolo rosso della foto in basso), da scollegare anch’esso; i due pulsantini che vedrete alla sua destra sono rispettivamente il tasto sinistro e destro del touchpad:

In alcuni modelli, a sinistra della scheda madre, incontriamo, come già anticipato in precedenza, il modulo bluetooth. Precisamente lo troviamo in tutti i modelli sprovvisti di modulo UMTS/3G; non è del tutto chiaro il motivo poiché montati entrambi sulla stessa scheda madre non ci hanno dato mai problemi di funzionamento o inefficienza elettrica (per carenza di energia). Comunque, almeno in Italia, nei modelli di 901 in commercio non si trovano contemporaneamente presenti sulla stessa scheda.
Il connettore del modulo bluetooth (foto sotto) può anche non essere scollegato ai fini dello smontaggio completo del pc, quindi se non dobbiamo sostituirlo può essere lasciato al suo posto.

Ora svitiamo le due viti che tengono fissata la mainboard al bottom case: si trovano una a destra ed una a sinistra in alto vicino alle cinghie per l’apertura del monitor. Sono entrambe segnate da una freccia disegnata sulla motherboard. Quella di sinistra in particolare mantiene ferma anche la terra del monitor LCD. Subito sotto possiamo scollegare delicatamente il connettore dello schermo (lo abbiamo cerchiato con un ovale nell’immagine sottostante):

Ultima cosa da sottolineare prima di staccare completamente la scheda madre dal case è la presenza della pasta termoconduttiva che avremo sicuramente già notato nel corso dei precedenti passaggi: è importante non sporcarla ed evitare di toccarla perché deve essere mantenuta integra e pulita e persino la rimozione della benché minima forma di sporcizia potrebbe deteriorarla.
Nell’immagine di seguito, vediamo la zona nella quale è prevista la presenza della pasta termoconduttiva: ovviamente, essendo solo “pressata” non possiamo prevedere se si depositerà sulla scheda madre o sulla piastra di alluminio (dissipatrice) del palmrest al momento di separarli. Nel nostro caso la pasta (segnalata dal quadrato rosso) è rimasta due processori su tre. La pasta non visibile in foto è rimasta quindi sulla piastra di alluminio precedentemente staccata.
Vi sconsigliamo vivamente di rimuovere la pasta termoconduttiva a meno che non vogliate sostituirla con un altro prodotto migliore o con la stessa funzione.

Ora la cosa migliore da fare sarebbe collocare uno strato “ammortizzante” sullo schermo (in modo che non si righi con le parti della scheda madre e che non si sporchi con la pasta termoconduttrice) e ribaltare la mainboard così:

E soprattutto appoggiare il netbook sullo schermo e non sul lato predisposto con i piedini in gomma, in questo modo:

Ci sono una serie di motivi per cui vi risulterà più facile procedere da questa posizione. Ma il motivo fondamentale che accomuna purtroppo quasi tutti i modelli di EEEPC – e che costituisce secondo noi il loro maggior difetto – è che ■ (in sola fase di smontaggio) ■ il peso del monitor forza le cinghie che collegano la restante, ed ormai alleggerita di quasi tutto, parte inferiore del case e rischiano di spanare le viti che collegano le cinghie stesse al bottom case.
In questa nostra prima guida, comunque, non smonteremo il monitor perché poco utile ai fini della manutenzione e del potenziamento (a meno che non vi si rompa ovviamente) della macchina.
Nella nuova posizione, allora, proseguiamo con il riconoscimento delle componenti, in particolare:
Le casse audio;

Il modulo per il Wi-Fi;

[Se abbiamo una scheda wireless più potente possiamo sostituirla ma ricordiamo che deve essere sempre una b/g LINK perché per la b/g/n bisogna aggiungere una terza antenna. La cosa è fattibile, ma magari la vedremo nella prossima guida]
Lo slot per la RAM (piazzateci subito un modulo da 2Gb DDR2 se ce l’avete);

Lo slot con l’altro SSD (che al momento dell’acquisto è da 4Gb);

Inoltre, come già anticipato, i drive SSD montati sui netbook serie EEE di Asus possono essere di due dimensioni:

Quelli montabili sullo slot miniPCI-e interno sono più corti: se li acquistate nuovi vengono venduti con una piccola lastra di supporto (che vedete al centro dell’immagine precedente). Questo pezzetto aggiuntivo di plastica vi permette di scegliere (in modo però irreversibile) se piazzarlo sull’alloggiamento “lungo” accessibile dallo sportellino esterno o su quello “corto” che ci troviamo davanti a questo punto del lavoro. Eccovi un’immagine di un SSD da 32Gb con cui abbiamo potenziato un 901:


Queste le cifre riportate sulla scheda per riconoscere il modello e la sua velocità che dipende dalla dicitura successiva alla dicitura REV:

Nei modelli 901Go lo slot per SSD utilizzabile è solo quello esterno; infatti nella miniPCI-e interna alloggia il modulo per UMTS/3G. Anche se nei normali 901 la scheda madre è predisposta per la saldatura dello slot per la SIM non abbiamo la certezza che il modulo si possa montare sul pc senza prima un aggiornamento del BIOS o qualche altra accortezza. Noi per ora non ci siamo ancora cimentati nelle saldature.
▬▬▬▬►
Osservando la prima delle foto sopra, noterete che è stato evidenziato anche un riquadro in cui è presente un connettore che riporta la dicitura “debug_con”; non lo abbiamo mai utilizzato ma “traducendo a naso” potrebbe trattarsi di un connettore per il debug cioè per il test della scheda (probabilmente da parte degli stessi realizzatori della mb o da tecnici hardware esperti).
Ora vi elencheremo brevemente tutta un’altra serie di parti che si possono osservare sull’altra faccia della scheda madre (un po’ come quella della luna ☻).
Porte USB e connettore etherNet

Jack-Out per casse/cuffie e microfono, connettore VGA e pin per l’alimentazione

Cerchiato in rosso il pulsante per il reset che risulta accessibile comunque anche con una graffetta a computer montato.
Infine, ciliegina sulla torta, vorremo far notare la predisposizione sulla scheda madre di uno slot per IDE (n.3). Si tratta chiaramente di un attacco per dischi Zif che stranamente in Italia non è mai arrivato sul mercato (a meno che, facendo del bene all’ambiente, non li recuperiate usati). Si può ovviamente trovare su Internet ma per montarlo bisogna parlare di microsaldature sulla motherboard e non è questa la sede.

Si spera che la miniguida sia stata di facile comprensione e soprattutto utile. Se avete domande non esitate a chiedere direttamente con un semplice commento o, perché no, aprendo piccola discussione discussione in stile forum.
Contiamo di fare una seconda guida con le parti mancanti per lo smontaggio totale dei modelli 901 e 901Go il prima possibile, nel frattempo: b
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Buon disassemblaggio! ☺
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