E621, oli e grassi idrogenati (vegetali e non)…

Benvenuti nel mondo degli additivi di sintesi. Finora alla categoria FARE LA SPESA avevamo dato un ruolo marginale, simile allo scambio di opinioni, del tipo “ci siamo trovati bene con il tale prodotto, avente le tali caratteristiche, e il tale prezzo”. Insomma, provvedevamo noi, in base ai nostri criteri (che abbiamo già anticipato qui), a fare la selezione. Dopo era un fate vobis.

Ma vorremmo fare anche qualcosa di più: fornire ulteriori mezzi per essere sempre consapevoli delle proprie possibilità e dei propri diritti di consumatore, nonché delle implicazioni sulla salute delle nostre scelte alimentari. Questo perché non dovete mai fidarvi aprioristicamente di nessuno, nemmeno di noi ;-)

Nel limite delle nostre conoscenze e disponibilità di tempo, vorremmo d’ora in poi offrirvi non tanto delle linee guida infallibili (sarebbe forse arduo anche per un nutrizionista) quanto dei possibili spunti di riflessione su un aspetto della nostra alimentazione tutt’ora molto poco chiaro, cioè l’annoso problema degli additivi.

olii.vegetali.sospetti

E inizieremo proprio dalle “bestie nere” del settore: gli OLI e i GRASSI IDROGENATI.

Esaltatori di sapidità introdotti nell’industria alimentare in dosi sempre più  massicce a partire dagli anni ‘50 in funzione del c.d. quinto gusto o umami, possono trovarsi davvero dappertutto. La sempre utile guida della Gouget ci aiuta a individuarne la presenza nelle etichette (o almeno, ci prova!). Ogni volta che leggete:

  • Glutammato monosodico
  • Glutammato
  • Grassi/olii (vegetali) idrogenati
  • Proteine idrogenate
  • Lievito aggiunto
  • MSG (dicitura inglese)
  • GMS
  • Acido glutamminico
  • Gelatina
  • Caseinati di sodio o di calcio
  • Estratto di lievito
  • Glutammato monopotassico
  • Olii di mais [alcuni tipi]

Si tratta in sostanza dello stesso additivo, il controverso E621 . Controverso a partire dalla denominazione, che non si esaurisce nelle possibilità di cui sopra: la sua presenza potrebbe infatti essere occultata da almeno altre 20 (VENTI!) diciture sospette, in particolare:

  • Aromi di malto
  • Aromi artificiali
  • Aromi naturali (anche nella variante Aromi naturali di maiale o di pollo)
  • Acido citrico (anche concentrato)
  • Aroma (o colorante) di caramello
  • Brodo
  • Carragene
  • Estratti di malto
  • Enzimi
  • Estratto di spezie
  • Proteine di frumento
  • Proteine della soia (anche in forma di concentrato)
  • Isolato di proteine di soia
  • Maltodestrina
  • Olii e grassi vegetali per i quali non è specificata la dicitura non idrogenati
  • Proteine di grano (anche in forma di concentrato)
  • Prodotti fermentati o rinforzati alle proteine
  • Proteine del riso o di avena
  • Proteine del latte
  • Salsa di soia
  • Sciroppo di mais
  • Molti tipi di condimenti e spezie, anche di origine chimica

Esattamente come avviene per i locali e i liberi professionisti che cambiano spesso nome, già questa indefinita presenza e nomenclatura ci puzza un po’ di losco. Come puzzano di losco certe scritte – le avrete notate sicuramente anche voi del tipo senza grassi idrogenati e senza glutammato monosodico che certe grandi aziende, forse preoccupate dalla controinformazione diffusa dai movimenti di consumatori a livello internazionale (a partire da questo fino a gruppi informativi più informali, tipo questo), hanno cominciato a stampare sulle confezioni di merendine, sulle buste di zuppe pronte, sui pacchetti di biscotti e così via. Certo, i peggiori sono i pasticceri, che ricorrono all’E621, vergognosamente, senza darvi modo di scegliere (quanti espongono il cartellino con TUTTI gli ingredienti? quanti dichiarano se e dove usano il burro, la margarina  – detta anche, eufemisticamente, strutto vegetale – per la quale si è ipotizzato anche che non sia un cibo! …e così via?? E quanti, soprattutto, vi rispondono con educazione quando fate domande in merito? Noi ne incontriamo normalmente davvero pochi) ma soprattutto facendovi pagare tutto almeno il doppio del loro equivalente – anche in termini QUALITATIVI – della grande distribuzione…

PASTICCERIA-IDROGENATA

Comunque, inizialmente l’ E621 era considerato, dai detrattori,  un’”eccitossina” [definizione non banale, che assimila le conseguenze negative dell’assunzione dell’additivo non tanto alle comuni allergie – come si credeva in origine – ma alla vera e propria assunzione di stupefacenti] cancerogena che danneggia il sistema nervoso. Poi le ricerche hanno tralasciato questa definizione, puntando anche in altre direzioni (le correlazioni con l’obesità , per esempio). Se guardiamo la guida di cui sopra a pagina 93 leggiamo:

Esaltatore di sapidità sintetico, purtroppo usato in migliaia di prodotti alimentari […]. ADDITIVO NEUROTOSSICO che ha la capacità di distruggere molto rapidamente i neuroni. Le nuove ricerche del 2007 dottor Blaylock – eminente neurochimico e nutrizionista americano – dimostrano che questo additivo distrugge anche le altre cellule del corpo ed aggrava il cancro amplificando i tumori […]. E’ molto difficile evitare questo additivo presente in quasi tutti i cibi lavorati, ma con la VOLONTA’ ci si può riuscire. DA EVITARE AD OGNI COSTO”.

E’ possibile che a questo punto accusiate la Gouget di deliri paranoidei, ed è per questo che consulteremo anche un altro testo, il cui redattore ha origini in tutt’altro continente e  ha strutturato la sua guida in maniera leggermente diversa. Alle pagine 72 e 73 di Cosa c’è davvero nel tuo carrello leggiamo, in merito al “sale monosodico dell’acido glutammico” (che, tra le altre cose, può anche essere OGM) troviamo, tra i “potenziali effetti”:

Broncospasmo, palpitazioni cardiache, disturbi addominali, irritabilità; fibromialgia, nausea, depressione, mal di testa, emicrania, asma, vista confusa, vertigini, cali della vista, teratogeno, le persone sensibili all’aspirina dovrebbero evitarlo, non adatto ai bambini”.

Trattando i “possibili usi alimentari”, Statham conferma quanto già detto dall’autrice francese, ma è la voce “altri impieghi ad essere quantomeno curiosa: “Fonti nascoste di glutammato di sodio fra cui saponi, cosmetici, shampoo, balsamo per i capelli, la maggior parte dei vaccini con ‘virus vivi’”. Girovagando in rete troverete interessanti implicazioni dei prodotti dell’idrogenazione in altri settori imprevisti e comunque correlati alla nostra salute, come quello zootecnico. A onor del vero, tuttavia, precisiamo che Stathnam, dovendo scegliere, tra i giudizi sicuramente negativi, se attribuire una faccina triste (“meglio evitare”) o due faccine tristi (“pericoloso”), opta per la prima.

Tanto Statham che la Gouget che innumerevoli studiosi e associazioni consumatori concordano, in ogni caso, sull’insalubrità dell’additivo. Il cuore del problema sembra comunque essere, per così dire, a monte, nel processo di idrogenazione in sé (un modo per prevenire irrancidimento e ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, molto instabili, saturando la molecola di grasso in modo totale o parziale con atomi di idrogeno aggiuntivi) che spiegherebbe intanto la correlazione tra i radicali liberi ad esso conseguenti e le accuse di cancerogenicità.

Come è esaustivamente spiegato qui, è importante conoscere e gestire tutti i grassi che immettiamo nel nostro corpo con l’alimentazione, alcuni perché fondamentali per il mantenimento della salute ( l’acido linoleico e l’acido alfa-linoleico, per esempio), altri (grassi saturi e ancor di più acidi grassi trans) per ragioni diametralmente opposte (“Oltre ad aumentare il colesterolo LDL nello stesso modo degli acidi grassi saturi, gli acidi grassi trans abbassano anche il livello di colesterolo buono HDL. Questo tipo di grassi è contenuto in alcuni latticini e in alcuni grassi parzialmente idrogenati utilizzati per prodotti da forno come biscotti, torte e dolciumi”). Cambiando la prospettiva, insomma, il risultato non cambia. E non cambia nemmeno qui, qui, o qui, o ancora qui, e qui, e qui, e qui

In conclusione, se escludessimo a priori i prodotti recanti tutte le diciture dei due listoni iniziali (controllando a tappeto: dolciumi, dadi da brodo, pasta fresca, salumi, formaggini, GELATI, pietanze precotte, paste sfoglie, salse, scatolame, ecc…) scongiureremmo il pericolo? Si e no. Perché magari, come ci è successo giusto qualche giorno fa, mentre versavamo l’aceto balsamico di Modena sulla verdura ci è caduto l’occhio su un E150d sfuggito all’usuale controllo pre-acquisto. E abbiamo appreso seduta stante che trattavasi di un colorante, per alcuni cancerogeno e mutageno, che potrebbe contenere E621. O ancora: abbiamo cercato, trovato e pagato profumatamente una margarina non idrogenata. Salvo scoprire che raccoglieva, nuovamente, il peggio del peggio.

Una soluzione interessante proviene dal ritorno alla paleodieta. Alcune sue caratteristiche sono più facilmente comprensibili e attuabili (p. esempio la questione del sale e del caffè), altre… beh, dobbiamo ragionarci ancora un po’. Siamo comunque nell’ambito delle opzioni radicali, non alla portata di tutti e pertanto strategicamente inopportune per una contestazione su larga scala dell’idrogenazione.

Nel frattempo però ricordiamoci che quello che conta per fare anche solo un minimo di prevenzione non è impedire qualunque contatto con la sostanza dannosa (soluzione ideale ma difficile) ma fare il possibile per ridurre quotidianamente le assunzioni della stessa. Per fare un parallelismo con un ambito più noto: tutti conosciamo le correlazioni tra esposizione all’amianto e insorgenza dei tumori. Ma forse avrete anche sentito che l’amianto, per indurre il cancro, necessita un contatto costante e prolungato.SORBETTO-IDROGENATO

E’ quindi possibile, riducendo drasticamente l’esposizione alla sostanza nociva, ridurre anche in modo considerevole il rischio di ammalarsi gravemente.

Queste le possibilità; a voi la scelta.

Informazioni su Jaulleixe

cyberactivism, ecology, nature, art, music, trashware, vegetarianism, veganism, feminism, GIS, psichology, sociology, theology, wildness, trekking, woods, gender studies, fair trade, informatics, homemaking, raw food, retrocomputing, doodling, guerrilla gardening, modding... "Those who claim to care about the well-being of human beings and the preservation of our environment should become vegetarians for that reason alone. They would thereby increase the amount of grain available to feed people elsewhere, reduce pollution, save water and energy, and cease contributing to the clearing of forests. When nonvegetarians say that 'human problems come first' I cannot help wondering what exactly it is that they are doing for human beings that compels them to continue to support the wasteful, ruthless exploitation of farm animals." - Peter Singer, on "Animal Liberation"
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3 risposte a E621, oli e grassi idrogenati (vegetali e non)…

  1. laura ha detto:

    Sto verificando qualche etichetta di queste americane…secondo me non dicono nulla di quello che c’è dentro..anzi, mi fa ridere perchè quasi su tutto c’è scritto total fat 0 (zero).Certo!come no..fanno apparire tutto come innocuo, leggero e sano..
    Non ho parole.Comunque se penso a tutte queste cose chimiche mi viene davvero voglia di non mangiare più niente di gustoso(per quel che io intendo con gustoso).Chissà cosa mi direste della mia passione per le caramelle gommose..ok, capito..forse domani morirò.
    Però…come sono buoneee…Uff.Per esempio sarei curiosa di sapere come mai ne sono proprio dipendente.Ho dei momenti di acuto bisogno di mangiarne..specialmente quelle con la parte bianca sotto….c’è droga c’è dentro???eheeh

  2. lucy ha detto:

    I grassi idrogenati o grassi trans fanno davvero male e a mio avviso andrebbero ritirati dal commercio alimentare. Essi possono provocare serissimi danni alla nostra salute, sopratutto poi ai bambini che prediligono i cibi contenenti tali grassi dannosi.
    A questo indirizzo
    http://www.tuttosullanutrizione.com/gli-acidi-grassi-trans-transfattyacid-pericolo-cancro-e-ictus.htm
    ho trovato tantissime informazioni utili sui grassi trans. Leggetelo e proteggete i vostri bambini!

  3. Gabriele Calcagno ha detto:

    I grassi idrogenati che si trovano nel trash food e ormai ovunque sono pericolosissimi per la salute e non solo per una questione di dieta o linea, infatti una volta ingeriti si trasformano in acidi grassi trans pericolosissimi poichè forti ossidanti. Queste sostanze a lungo andare possono favorire lo sviluppo di patologie quali cancro e infarto. Per invecchiare bene bisogna iniziare da bambini leggete questo aricolo:
    http://www.4dietonline.com/?q=it/dietainvecchiamento

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