Il goth come canone estetico “democratico”.

Un canone estetico sembra di solito vissuto dalla gente secondo le classiche dinamiche in group – out group. Riferendoci, per fare un esempio facilmente comprensibile, ai modelli di bellezza femminili, nei paesi latini sarà “in” la donna mediamente alta, abbronzata, mora, con i seni prosperosi, gli occhi neri; per i paesi nordici, la bellezza tradizionale sarà esile, slanciata, dai colori chiarissimi, con pelle delicata e scarsa peluria; per i cinesi dovrà essere praticamente una miniatura, magrissima, con seni piccoli e tondi, pelle bianchissima, piedi invisibili; in Giappone la geisha dovrebbe enfatizzare il previsto contrasto tra chiaro e scuro tingendosi i denti fino a ottenere un sorriso nero (!); presso i dominicani tutto ruoterà intorno a un ultrasferico sedere; e per alcune comunità centroafricane, beh, per quanto “tanta” sia la donna, non sarà mai abbastanza. Ce ne sarebbero davvero per tutti i gusti, se non fosse che, all’interno di ogni cultura di riferimento,  quanto più una donna si discosterà dalle caratteristiche ritenute ottimali e tanto più essa sarà esteticamente considerata out.

raduno-sec.-del-castelloRientravamo dunque da un evento dove avevamo appena assistito ad una vera e propria “carrellata” di look corrispondenti alla subcultura goth (prendendo ovviamente questa accezione di subcultura con quante più pinze possibili) e abbiamo lì iniziato una riflessione che vi restituiamo in un giorno sufficientemente dark (trasposizione italiana del nome del movimento, o quantomeno di parte di esso) quale è appunto il giorno del gatto nero. Come per tutte le cose, ci sarebbero una sacco di premesse, di se e di ma da anteporre, e innumerevoli delucidazioni da dare prima di introdurre un tema “ricco” come il movimento goth. Gli affecionados però non se la prendano per l’eccessiva semplificazione, ma colgano semmai lo spirito con cui attingiamo a questo mondo. Ed eventualmente commentino in merito a quello ;-)

Comunque, guardiamo insieme alcuni esempi. Queste foto di Comtesse Léa, per esempio:

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E di un’altra modella gotica:

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E di quest’altra, e quest’altra ancora.

Sbizzarritevi nella ricerca, e scoprirete che, per quanto attiene strettamente le caratteristiche corporee delle modelle o delle aspiranti tali, non c’è un canone.

Scarne, in carne, col naso dritto, col naso storto, con gli occhi scuri, con gli occhi chiari, alte, basse. Per chiunque calzi i vestiti dell’obscure look è aperta la possibilità non solo di essere, ma anche di sentirsi bella. Nessuna esclusa.

E se leggere nelle foto un senso di compiacimento in ragazze ben lontane dall’aspetto “grissino” cui siamo abituati (meglio: assuefatti) può sembrare una forzatura, o almeno una finzione, beh, vi invitiamo ad aggregarvi a qualche comitiva gotica per una raduno, un concerto o qualcosa di simile, e guardare con i vostri stessi occhi.

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La nostra sensazione (ed è una sensazione di persone che amano esperire realtà estremamente diverse tra loro e ritengono quindi di avere quantomeno dei minimi termini di paragone,) è che, nonostante il primo impatto visivo apparentemente aggressivo, non solo il canone estetico gothic sia, come accennavamo nel titolo del post, più democratico (termine da “pinzettare” anche qua!), ma anche il mood ad esso legato sia più “tranquillo” di molti altri.

A differenza che in altri tipi di eventi, non abbiamo ancora avuto modo di osservare, per esempio, ragazzi goth importunare tipe (goth o meno) in discoteca, o persone goth “complessate” che si nascondono negli angoli e rifiutano di unirsi alle danze (se non per stanchezza, o perché in quel momento non piace la canzone). Questo, la ribadiamo, a dispetto di un impatto visivo anche volutamente provocatore.

Insomma, mentre tra cultori, poniamo, della bellezza orientale ci si può ritrovare a non rientrare nei canoni a cui si aspira, con il goth puoi ammirare il total (o partial) black e vestirlo, farlo tuo, sentendoti sempre ok.

Sarebbe bello, a questo punto, sentire testimonianze dirette che remino contro questa nostra interpretazione, che in verità per ora è formulata più come ipotesi. Fino a quel momento, però, il “mondo oscuro” continuerà, tra gli altri, a essere nostro oggetto di indagine. E a essere sempre più interessante.

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Una risposta a Il goth come canone estetico “democratico”.

  1. laura ha detto:

    Allora, personalmente non ho mai aderito a nessun gruppo . Ho un mio personale stile.
    Non ve lo so spiegare che stile sia.E’ il mio.
    In fatto di bellezza ,mi sono sempre sentita un cesso, tranne ora che sono finalmente invecchiata e ho queste rughette che mi fanno sentire sexi un casino.
    Il culo(scusate, ma io no ho il sedere, ho il CULO) ce l’ho sempre avuto abbondante, ma prima avevo un vitino stretto stretto con un ombelico che era piatto.
    Brutto, volevo l’ombelico col buco come tutte.Io un piercing lì non me lo sarei mai potuta fare, per esempio. E poi quel girovita semianoressico esaltava il popò che tengo dietro. Che regalo ho avuto per i miei 32 anni?(quasi 33 lo ammetto) UNA BELLA BUZZETTA! Risultato ottimo: ora il CULO sembra un sedere(perchè c’è meno stacco e sembra normale) e posso godere dell’ombelico concavo con cui faccio parlare la mia pancia.In pratica prendo la buzzetta con le mani e la schiaccio, sembra una boccuccia che parla.
    Io sono bella. Ora lo so. Però mi vesto tutta colorata, non so neanche se i colori che accozzo stanno bene insieme…bo..a me piacciono.
    Viva la cellulite !(sono di parte……)

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