Black days – parte prima: Borgo a Mozzano

C’è quella manciata di giorni all’anno che tra la festa di Halloween di recente adozione e la commemorazione dei defunti, e magari, se si è fortunati, un sabato e/o una domenica a far da ponte, che negli ultimi anni sono diventati i giorni più gotici del calendario.

Ci sono altre occasioni  meno note (come il gatto nero day, 17 novembre…. tra poco, quindi) per richiamare alla mente le stesse atmosfere oscure, un pò alla Brivido! (un must per i nati negli anni ‘80, oltretutto). Ma Halloween è tutta un’altra cosa.

E’ talmente un’altra cosa che Julie, come in tutte le occasioni importanti, si è fatta venire la febbre (per la serie ottimizziamo le ferie!), e questo ha determinato una notevole revisione dei programmi iniziali, soprattutto un ridimensionamento del suo dark look (per quest’anno, addio Vampiro…) a vantaggio di qualcosa effettivamente un pò trash ma quantomeno più coprente (se volete consigli per creare un microclima intorno al vostro corpo con pochi soldi, tanti panni e una certa capacità di mettersi in discussione, contattateci pure privatamente) e di sicuro effetto [per la cronaca: Julie col suo make up ha schifato una bambina – individuata da Alexander – che, in risposta al suo “ciao ciao” ha fatto il classico verso da voltastomaco: bocca allargata agli angoli, rivolti verso il basso, ed emissione vocale profonda a metà tra la “A” e la “E”. Con grande stupore della mamma di lei].

Comunque, dicevamo, avevamo un programma iniziale, cioè visitare – con uno spirito d’indagine quasi antropologica ;-) – quello che, sulla falsariga di Tim Burton, definiremmo il nostrano paese di Halloween: Borgo a Mozzano. Le diverse fonti locali contattate* ci hanno permesso di raggrupparne i nativi in due fazioni: quelli che della festa non ne vogliono nemmeno sentire parlare, che qui non ci interessano; e quelli, direttamente o meno coinvolti nella pro-loco, che vivono da un Halloween all’altro. Esattamente come in Nightmare before Christmas, costoro ogni primo di novembre sembrano iniziare il conto alla rovescia per il 31 ottobre dell’anno successivo, preparando materialmente e spiritualmente se stessi, la propria casa, il proprio negozio, le proprie strade per l’occasione.

Negli ultimi anni il successo della loro Halloween night ha determinato un ingigantimento dei festeggiamenti, che sono arrivati a coprire più giorni, e un preoccupante intasamento di tutte le vie di comunicazione che portano al piccolo borgo da qualunque direzione si voglia, in concomitanza della vera notte degli spiriti, diventata la principale in Italia. L’anno scorso ad esempio siamo rimasti 4 ore fermi in auto almeno 10 km prima di raggiungere il paese, bardati di tutto punto, fissando dritti nelle pupille altri automobilisti che, altrettanto oscuramente pitturati e vestiti, non potevano né avvicinarsi né allontanarsi dal punto in cui erano rimasti bloccati.

Quest’anno volevamo partire con ampio anticipo per esser sicuri di fare dolcetto o scherzetto tra le antiche dimore del paese, ma la Natura ha partecipato all’evento mandando qualcosa di veramente spaventoso: freddo, grandini, acquazzoni e uno straripamento del Serchio con allerta della protezione civile. Per sopraggiunta incompatibilità con l’ambiente acquatico, anche il resto della banda ha modificato radicalmente l’abbigliamento della festa, soprattutto Papsy che si era procurato un perfetto abito da Morte con tanto di strascico. L’unica cosa cui non abbiamo rinunciato, a parte il total black che in circostanze come questa è d’obbligo, è la decorazione facciale…

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Comunque, è proprio nelle avversità che emerge il vero spirito del borgomozzanese halloweeniano. Nonostante la festa fosse saltata (quindi niente cortei, niente fuochisti, niente attrazione principale e così via…) il suo spirito – non è un gioco di parole! – aleggiava nell’aria ad ogni angolo, se ci passate l’ossimoro, oscuramente illuminato, in ogni abitante che stava sull’uscio vestito da mostro e, soprattutto, nelle vetrine e ancora nelle case private (specie quelle, comuni nei piccoli borghi, le cui finestre danno direttamente sulla strada) arredate in puro stile Addams!

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Nella sfortuna di questo giorno nerissimo per antonomasia, tuttavia, le intemperie hanno solo reso più suggestivo l’attrazione storico-architettonica locale, il Ponte della Maddalena meglio noto, per la leggenda nata intorno alla sua costruzione (un piccolo mistero dell’ingegneria medievale, visti i mezzi di allora e la forma particolare con cui è stato realizzato), come Ponte del Diavolo.

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I Jaulleixe l’hanno spesso visitato in orari e stagioni dall’effetto meno minaccioso, e vi assicurano che ne vale comunque la pena.

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Comunque, anche per quest’anno, nessun avvistamento di Lucida Mansi (che ispirò l’inizio delle locali celebrazioni halloweeniane nel 1992). Solo Papsy, poco prima della partenza, ha tentato un agguato, seminascosto dall’oscurità (e dall’ombrello)…

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* Julie coglie l’occasione per salutare in particolar modo, se mai incappassero in questo blog, Spauracchio e Nice de La Rumenta :-)

Informazioni su Jaulleixe

cyberactivism, ecology, nature, art, music, trashware, vegetarianism, veganism, feminism, GIS, psichology, sociology, theology, wildness, trekking, woods, gender studies, fair trade, informatics, homemaking, raw food, retrocomputing, doodling, guerrilla gardening, modding... "Those who claim to care about the well-being of human beings and the preservation of our environment should become vegetarians for that reason alone. They would thereby increase the amount of grain available to feed people elsewhere, reduce pollution, save water and energy, and cease contributing to the clearing of forests. When nonvegetarians say that 'human problems come first' I cannot help wondering what exactly it is that they are doing for human beings that compels them to continue to support the wasteful, ruthless exploitation of farm animals." - Peter Singer, on "Animal Liberation"
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4 risposte a Black days – parte prima: Borgo a Mozzano

  1. impegnasogni ha detto:

    Belle le foto soprattuto quella della coppia in cui lui ha un ombrello nero e lei è in abito bianco! rende proprio l’idea! il prox anno vengo anch’io! (pur non essendo appassionata del genere penso sia comunque un’esperienza da fare!)

  2. Jaulleixe ha detto:

    si, avevamo solo il cellulare (la nostra macchina fotografica non è ancora subacquea!!!) ed era buio pesto, per cui ne abbiamo fatte poche… diciamo che queste erano tuttosommato le migliri!! assolutamente, l’hanno prossimo si rifà in grande, ma nel frattempo potresti aggregarti per qualche festa gotica ;-)

  3. Laurina ha detto:

    Che programma di fotoritocco stai usando? Questi effetti sulle foto mi fanno impazzire.Belle, bella tu, come sempre. La famiglia di mia mamma viene dalla Garfagnana, posso garantire che quelle zone(anche piu’ nell’entromonte) sono cariche di atmosfere spiritistiche durante tutto l’anno.
    Conosco diverse leggende che , nella mia infanzia, hanno colorato i viaggi dalla nonna come (esattamente) un film di Tim Burton. Figata suprema.
    A proposito del Ponte: quel ponte di Borgo a Mozzano e’ chiamato il ponte del diavolo perche’ un giorno il diavolo passo’ da li’ e lo videro tutti! Il ponte si trasformo’ al suo passaggio incurvandosi verso l’alto per effetto del passaggio del diavolo e da allora ha quella forma ad arco.

  4. Pingback: Black days – seconda parte – Lucca Comics and games 2010 | ______________ JAULLEIXE ______________

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