Siate PROTAGONISTI e non strumenti della PROTESTA.

Grande fermento nazionale contro i tagli alla scuola e all’Università decisi dalla Gelmini. Ecco centinaia di migliaia di studenti che s’apprestano a chiedere quantomeno il mantenimento dello status quo per evitare il definitivo tracollo dell’istruzione pubblica, dopo l’inevitabile implosione teoricamente indotta dalla riforma.

Stiamo per fare gli avvocati del diavolo, ma c’è un perché. Aspettate a storcere il naso.

Dunque: se volessimo ricostruire le origini remote di questo progressivo decadimento dell’istruzione pubblica italiana, dovremmo risalire alle riforme Moratti e Zecchino-Berlinguer. Tagliamo corto sul giudizio tecnico sulle riforme: la loro scarsa lungimiranza (o: strumentalizzazione del sapere, se preferite una prospettiva diversa) è autoevidente. Ma usarle come giustificazione dell’ultradecennale degrado del mondo dell’istruzione pubblica – specie quella superiore, ecco, questo proprio ci puzza di pannolino sporco (quindi puzza parecchio!).

Un esempio per tutti: a ben vedere qualcosa nell’università italiana non “funzionava” granché  anche prima del 2001 (leggete per esempio qui e qui)… e l’istruzione italiana in generale è stata storicamente connotata da una certa arretratezza rispetto a molti altri stati europei (e per “arretratezza” si intenda “classismo”, “disomogeneità nella distribuzione del territorio degli istituti scolastici”, “inadeguatezza dei programmi d’esame o dei testi adottati”, e così via…) …allora come la mettiamo?

FORSE allora, ieri come oggi (visto e considerato il sistema classista e clientelare che corrode dall’interno un po’ tutto ciò che è o almeno dovrebbe essere istituzionale in Italia) il problema allora non è  quanti soldi dare ma a chi affidarli, per quanto tempo, con che scopo, e con quale forma di (pubblico) controllo!

Tuttavia la frittata è stata fata, e anche molto male. Come evitare che, al pari delle altre proteste a cui abbiamo partecipato anche noi in questi anni, il tutto si risolva in una lotta contro i mulini a vento?

Nel caso dell’istruzione Universitaria, ad esempio, preso realisticamente atto delle ineludibili difficoltà concrete nell’impedire “dal basso” l’implementazione di provvedimenti di questo tipo, un atteggiamento strategico potrebbe essere quello di continuare comunque a dichiararsi ostili ai tagli (ci mancherebbe!), ma al contempo pretendere che questi stessi tagli, se nonostante tutto ci devono essere, comportino una rigida selezione di chi rimarrà dentro e fuori dall’Università in base alla qualità percepita dagli immediati destinatari delle riforme all’istruzione pubblica, cioè gli studenti.

Guardiamoci nelle palle degli occhi: non stiamo parlando di “promuovere” i professori che a loro volta “promuovono”, o prevedono programmi d’esame facili. Parliamo di quei docenti fondamentalmente ignoranti (talora persino della propria materia), che usurpano denaro pubblico per usi privati, che non rispondono alle mail, non si presentano ai ricevimenti o vi fanno parlare con “assistenti” (a loro volta: o sfruttati, che dopo un po’ non resistono più, o condiscendenti e servili, che dopo qualche anno otterranno  una cattedra attraverso cui replicare il sistema), che preferiscono fare un po’ di scambio di favori e di pubbliche relazioni piuttosto che confrontarsi seriamente su un argomento con gli studenti, che vi mandano alla sessione di laurea senza aver letto la vostra tesi e magari vi insultano pure per quello che c’è scritto, che non si presentano agli appelli d’esame e non avvisano neppure, e così via…dobbiamo continuare???? Che ci fanno questi loschi figuri (e sono tanti) ai c.d. vertici del sapere? Chi ce li ha messi, e chi ce li fa stare?

Quindi il vero NOCCIOLO DEL PROBLEMA è: chi deve restare nell’Università e chi deve essere SI-LU-RA-TO…?

La protesta contro i tagli della Riforma Gelmini, se non abbinata alla SCREMATURA DEI PARASSITI DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA (un serio controllo su chi eventualmente andrà reintegrato o comunque su chi ha la pretesa di “restare” ed essere regolarizzato, anche AL DI LA’ DELL’ANZIANITA’ DI SERVIZIO) SARA’ STERILE, PERCHE’  NON ABBATTERA’ IL SISTEMA DI CASTE E PRIVILEGI CHE DANNEGGIA L’ALFABETIZZAZIONE ITALIANA A TUTTI I LIVELLI DA SEMPRE, E CONTROPRODUCENTE, PERCHE’ I POCHI SOLDI RIMASTI VERRANNO ULTERIORMENTE SPRECATI.

Per questo bisogna guardarsi da chi manovra le manifestazioni dall’alto, adducendo come motivazioni gli interessi comuni (!) di docenti e studenti o, anche peggio, dicendo di parlar negli interessi di questi ultimi.

State attenti, specie saranno persone che non “lavorano” davvero, non hanno mai lavorato da generazioni, e semplicemente vi mandano avanti per preservare – stavolta con il vostro beneplacito – il proprio ruolo, il proprio potere. Il loro status quo.

La prossima volta non avreste più nemmeno il diritto di lamentarvi.

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Una risposta a Siate PROTAGONISTI e non strumenti della PROTESTA.

  1. impegnasogni ha detto:

    Anche io ho pensato ad un post del genere ma ho pensato fosse troppo costoso in termini di tempo ripercorrere la storia della riforma, anzi delle riforme. C’è troppa disinformazione in merito all’argomento e troppo spesso le lotte sono pilotate da chi gira e rigira vuol trarne beneficio personale. C’è il rischio che gli stessi baroni che si mobilitano in questo momento altro non vogliano che mantenere il loro status quo per tutelare i loro interessi. Occorre un maggiore esercizio di coscienza critica!

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