On the road festival: BOCCIATO!

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Da non fumatori e non bevitori abbiamo partecipato a questa festa, che si tiene sia in paese a Pelago che soprattutto nella prima area [vagamente] attrezzata a campeggio adiacente alla zona bancarelle.

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Che dire? Che saremo anche arrivati nel dopocena, ma di artisti veri e propri da vedere non ce n’eran granchè. Intendiamoci: improvvisarsi musicisti e intrattenitori con la chitarra, i fischietti, i palloncini o lo djembè va bene ad una spiaggiata, una festa tra amici… sì, ad un’occupazione. Ci siamo capiti.

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Ma guidare a lungo; parcheggiare almeno 3 km prima su “invito” dagli organizzatori; raggiungere il posto a piedi nella notte, lungo la provinciale; arrivare in paese e pagare 8 euro rassicurati del fatto che sì, dura, dura fino alle 2, le 3 di notte… per poi chiedersi: “dura” che cosa?

E’ valsa davvero la pena solo di vedere lo spettacolo di una coppia di bravissimi mangiafuoco:

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Ma per il resto è stato un girovagare per le vie – oltretutto poche – del paese, farsi rubare (è il termine giusto) sette euro e cinquanta (!) per due fette di pane bruschettate con pomodoro e una bottiglia d’acqua (ovviamente come tutte le feste di questo genere non esiste un luogo di ristoro “vegetariano”… Julie ha risolto la questione definitivamente accontentandosi di una pannocchia)…

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… e finire nella suddetta area-campeggio, dove erano stati attrezzati diversi sound systems, banchetti alimentari e molto altro  (e dove hanno ci hanno offerto l’impossibile). Ora in quest’aria meno commercialmente pianificata si vedeva chiaramente il frutto della cattiva organizzazione. Bypassiamo le toelette, 4 per oltre duecento ospiti più o meno fissi, fetide e maleodoranti oltre ogni dire: anche noi al momento “giusto” abbiamo rinunciato e abbiamo fatto quello che facevano già altri, cioè cercare un posto appartato da “innaffiare”. E questo comporta un primo “allargamento” del cerchio dello spazio utilizzato rispetto all’area preventivata. Poi c’è il problema “parcheggio” + “piazza” per la tenda. Non c’è un’area predefinita in maniera chiara ed evidente in cui campeggiare (cartelli, recinzioni e simili)…. quindi man mano che la densità di tende per metro quadrato aumentava, gli ultimi arrivati improvvisavano soluzioni creative come campeggiare nell’orto vicino alla strada (anch’esso non recintato), crollare – o rotolarsi – per terra lì dove capitava (strada, giardino, vigna, ecc…), mollare zaini e armamentario un po’ dove c’era “spazio libero” e mettersi a ballare sul posto con gli amici….

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Ora al di là dell’invasione delle aree destinate ad altro uso, la cosa che ci sta più a cuore sottolineare è che, in queste aree di fortuna, all’assenza di wc si abbinava regolarmente l’assenza di raccoglitori per l’immondizia, o la presenza di contenitori di modesta anzi ridicola capienza.

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Immaginate allora cos’è una festa notturna scarsamente illuminata in cui si cammina letteralmente in mezzo alla spazzatura (ad alto contenuto plastico o comunque non biodegradabile), e in cui si dorme anche in mezzo alla spazzatura, magari dentro una tenda nei cui tiranti  si impiglia l’altrui cammino, in cui si mangia seduti per terra tra un bidone ricolmo e l’altro e così via….

In ogni caso, era chiaro che ognuno doveva “inventarsi” il proprio divertimento… noi ci siamo esercitati per i fatti nostri nello spazio libero (e pulito) del parcheggio del paesino con i kiwido.

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Siamo andati via quando per gran parte dei partecipanti iniziava il calo, risparmiandoci almeno la successiva fase “tremo-piango-vomito” che avrebbe degnamento condito (in senso letterale oltre che figurato) questo apogeo disorganizzativo.

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Ah, ricordate il venditore della Luminara a cui regalammo le candele “per il suo tempietto”? Era anche lui lì con la propria bancarella… gli abbiamo chiesto come si è trovato con le candele e la risposta è stata “bene, ho illuminato una cena con gli amici per il solstizio d’estate” (!) …hem… ok… probabilmente la prossima volta che lo incontriamo dirà direttamente di essersele fumate!!!!

Comunque, tirando le somme del post, quello che ci lascia veramente perplessi è: a che condizioni gli abitanti del posto accettano – anzi, promuovono annualmente -questa situazione? [dai, lo sappiamo benissimo che il nonno arzillo medio del paesino di campagna medio dinanzi a tale spettacolo tirerebbe fuori il fucile caricato a sale gridando tra un colpo di tosse e l’altro “drogàti, drogàti!!!!”] Perché, a parte le zone collegate ai punti ristoro, tutte le finestre erano spente, tutte le porte erano chiuse? Perché questa atmosfera da paese assediato?!?

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L’interrogativo è stato sondato e risondato, senza soluzione definitiva, durante il viaggio di ritorno in cui, tra le altre cose, abbiamo interpretato il timbro che un tipo decisamente brillo ci ha fatto sulla mano al momento di uscire la prima volta dall’area del paese “fruibile a pagamento”… e che, nemmeno un’ora dopo, abbiamo scoperto essere di libero accesso per tutti. Una grande lettera B. Sì, la B di bìscheri!

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Una risposta a On the road festival: BOCCIATO!

  1. Laurina ha detto:

    ..E cosi’ le famose candeline si sono consumate in una losca cena..mm…bo, continuero’ ad immaginarle su un altaretto in onore di qualche dio.
    La situazione di questa festa e il declino di molte altre feste (purtroppo), rispecchia il declino di una societa’ che sta andando a rotoli..Ultimamente sembra che alla gente basti bere e ciondolare come in preda alla trance , chissenefrega se la festa fa cagare(oh scusate la parolaccia).E’ anche per questo che recentemente evitavo qualche nota festicciola troppo pubblicizzata come ” FRIKKETTONA”.

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