Quali formaggi?

Le nostre indicazioni in materia di formaggi saranno alquanto restrittive perché, ancora prima di fare il controllo delle etichette di routine, scartiamo a priori i formaggi stagionati in quanto meno salubri. Ancora meno salubri, e nemmeno considerati formaggi, le varie sottilette e i vari formaggini noti come “formaggi fusi”…. fusi di che???? Mah.

A questo criterio si aggiungono quelli ormai già noti. Insomma, si salvano davvero pochissimi prodotti, come i fiocchi di latte Vitasnella, che però è un marchio Danone, e quindi anche su questo gli attivisti potrebbero avere da ridire. E poi, sempre tra i freschi, c’è la questione mozzarella e simili: chi ha assaggiato quella appena fatta in un laboratorio artigianale, non riesce a mandare giù la versione confezionata in plastica (meno che mai quei rotoloni che vi fanno passare come “mozzarella da pizza”… la chiamino pasta per modellare o base per il piccolo chimico, farebbero meglio!). Per cui, salvo rare, saltuarie eccezioni, anche in questo caso preferiamo rinunciare.

Questo prodotto coniuga a nostro avviso in modo soddisfacente i problemi della salute umana, della reperibilità “veloce” (supermercato) e del prezzo:

bayerland

Fiocchi di latte Bayerland

Ingredienti: latte scremato, crema di latte, sale.

Confezione da 150 g – prezzo incontrato € 0,65

Non contenendo caglio, questi fiocchi di latte soddisfano i requisiti per ottenere la definizione di formaggio vegetariano. Come però precisano i vegani, a meno che il vitellino non venga tenuto e fatto diventare mucca o toro, è praticamente certo che il latte con cui è stato fatto questo formaggio provenga da un allevamento intensivo, in cui tante mucche partoriscono tanti vitellini, che vengo prelevati e portati al macello mentre alle loro mamme vengono attaccate le pompe per la mungitura. Come sono cresciuti, all’interno di questo processo, questi animali? Cosa hanno mangiato? Cosa indirettamente mangiamo anche noi?

Un primo passo che abbiamo intenzione di fare è, intanto, cercare l’equivalente biologico di questo prodotto – quasi l’unico formaggio che ci concediamo oltre allo yoghurt, se ce lo concediamo, e non più di una volta alla settimana (due in casi propri eccezionali). Un secondo passo potrebbe addirittura diventare l’eliminazione del latte e derivati: ma è una cosa che dobbiamo letteralmente studiare (non si possono improvvisare le nuove combinazioni alimentari) e valutare, i libri in parte ci sono e in parte stanno arrivando, solo dobbiamo trovare il tempo per leggerli e discuterli insieme [ovviamente la ricerca di informazioni riguarda anche siti come questo].

Nel frattempo però continueremo a premiare la ditta produttrice: abbiamo trovato il sito e almeno per quanto riguarda le informazioni sui prodotti (il lavoro che cerchiamo di fare anche noi, tra le altre cose, su questo blog) ci sembra seria.

mucca-corsa

Informazioni su Jaulleixe

cyberactivism, ecology, nature, art, music, trashware, vegetarianism, veganism, feminism, GIS, psichology, sociology, theology, wildness, trekking, woods, gender studies, fair trade, informatics, homemaking, raw food, retrocomputing, doodling, guerrilla gardening, modding... "Those who claim to care about the well-being of human beings and the preservation of our environment should become vegetarians for that reason alone. They would thereby increase the amount of grain available to feed people elsewhere, reduce pollution, save water and energy, and cease contributing to the clearing of forests. When nonvegetarians say that 'human problems come first' I cannot help wondering what exactly it is that they are doing for human beings that compels them to continue to support the wasteful, ruthless exploitation of farm animals." - Peter Singer, on "Animal Liberation"
Questa voce è stata pubblicata in FARE LA SPESA e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Quali formaggi?

  1. laura ha detto:

    beh io vivo in California.Il formaggio e’ in polistirolo, il gelato non si gela, con le mucche ci fanno gli hamburger e con le galline le strisce fritte di tenero KFC.

  2. laura ha detto:

    Il che significa che in Italia e’ quasi tutto da considerarsi buono, se non altro in Toscana, dove non si fa fatica a trovare i gusti migliori.Parlo da non completamente vegetariana, parlo da "mai stata vegana"…

  3. laura ha detto:

    Per me il cibo e’ un piacere che mi concedevo facilmente e spesso nella mia sana Toscana….In America lo Yogurt c’e’ di due tipi: quello che fai scendere nella coppetta da una macchina che assomiglia alla slot machine, oppure quello del supermercato che e’ panna piu’ gelatina piu’ le solite cancerogene cose con cui siringano anche la frutta.Le etichette di qualsiasi cosa in America contengono liste infinite di cose tossiche.Tutto.

  4. laura ha detto:

    (spezzo perche’ mi da’ errore di lunghezza).

  5. laura ha detto:

    e’ cancerogena anche l’insalata dal momento che la condiscono con la salsa ranch.Indicibile schifezza.PERO’ SE TI ACCENDI UNA SIGARETTA TI SPARANO.

  6. giuseppina ha detto:

    Ecco perchè faccio fatica a pensarmi fuori dall’Italia! non riuscirei mai a rinunciare al BUON cibo!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...