Guida pratica per iniziare a occuparsi di TRASHWARE

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[Il presente post è la trascrizione dal manuale di TrashWare da noi redatto e usato per corsi che hanno lo scopo di diffondere buone pratiche per il ricondizionamento dei computer compatibili]

Il personal computer (PC) è “un qualsiasi computer di uso generico le cui dimensioni, prestazioni e prezzo di acquisto lo rendano adatto alle esigenze del singolo individuo” (wikipedia.org).

Oggi esistono PC di diverso tipo e forma:

- desktop (da scrivania detto anche fisso);

- notebook (portatile);

- netbook (portatile di dimensioni ridotte);

- tablet (tavoletta portatile senza tastiera);

- palmtop (palmare).

Ogni computer dal punto di vista funzionale può essere inteso come un unione di:

HardWare + SoftWare.

L’HardWare è la parte fisica del dispositivo, cioè le componenti elettroniche.

Il SoftWare è la parte virtuale del dispositivo, quello che non si può toccare (neppure quando il dispositivo è smontato e scomposto nelle sue varie parti). I programmi che fanno fare ad un computer determinati calcoli sotto nostro comando sono SoftWare. Un programma quindi è un insieme di comandi che dicono alla macchina che cosa fare (possiamo usare le due parole programma e software come sinonimi).

Il programma padre di tutti i programmi è: il Sistema Operativo è un insieme di SoftWare studiati per funzionare in contemporanea e per permettere l’operatività di un computer. Lo scopo principale del sistema operativo è:

- coordinare il funzionamento dell’ HardWare;

- interfacciare l’utente utilizzatore con la macchina.

Il Sistema Operativo è la base per poter iniziare a fare le operazioni al personal computer, si tratta di un’architettura virtuale che mette in comunicazione l’uomo e la macchina. Mentre i SoftWare esistenti attualmente al mondo sono tantissimi, un numero indecifrabile, i Sistemi Operativi sono pochi e sono organizzati in famiglie. Noi scegliamo di procedere il nostro lavoro con la famiglia chiamata : LINUX (vedi fine della guida).

Cercheremo di utilizzare il più possibile le immagini, le foto ed eventuali schemi in modo da permettere l’utilizzo di questa guida in autonomia. Per semplificare iniziamo a spiegare brevemente le componenti di un PC fisso compatibile (PC desktop), che è il più diffuso al mondo ed il più semplice da descrivere.

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Un desktop PC si può dividere

in due macro gruppi:

- unità centrale

- periferiche di input/output

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Entriamo più nel dettaglio per quanto riguarda la memoria a breve e a lungo termine di un personal computer. La distinzione tra queste due tipologie di memoria merita un po’ più di attenzione:

RAM è la memoria primaria che il computer utilizza durante le operazioni per “memorizzare” appunto le informazioni e i vari passaggi che sta facendo prima di concludere un processo di calcolo. Essa è a breve termine perché finito il processo viene cancellata.

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Memoria di massa è invece la memoria permanente che viene fisicamente scritta su un qualche supporto.

La memoria di massa è rappresentata dalle informazioni (i dati) che vengono scritti in modo permanente su un supporto dedicato a questa funzione. I dati una volta scritti non possono essere cancellati senza il comando “cancella”, differentemente dalla RAM che viene cancellata ciclicamente mano a mano che eseguiamo nuove operazioni. Esistono tanti tipi di memoria di massa, tra questi ricordiamo in particolar modo: il disco fisso e quello rimovibile.

HD (Hard Disk)   clip_image022

SSD (Solid State Disk) clip_image024

CD (Compact Disk) clip_image026

USB Disk (qualsiasi rimovibile) clip_image028

Le periferiche di Input ed Output servono rispettivamente per far entrare ed uscire i dati che l’utente umano vuole utilizzare.

- Input (dall’inglese inserire) è quello che appunto immettiamo nel PC attraverso per esempio la tastiera.

- Output (dall’inglese restituire) è quello che esce dal PC, tipicamente quello che si vede nel monitor.

clip_image030La distinzione tra Input ed Output è molto importante per imparare.

Riflettere sempre prima di agire e chiedersi se l’operazione che vogliamo far fare alla macchina che stiamo utilizzando è un operazione di “entrata” (input) o di “uscita” (output) di dati.

Questo ci faciliterà di molto il lavoro e ci permetterà di imparare più rapidamente.

Ecco alcuni esempi di periferiche divise per tipologie.

INPUT: clip_image032clip_image034clip_image036clip_image038clip_image040

OUTPUT: clip_image042clip_image044clip_image046

INPUT \ OUTPUT: clip_image048clip_image050

Ognuna di queste componenti che abbiamo visto, che sia essa interna (quindi parte dell’unità centrale) o che sia essa esterna (quindi periferica di I/O) ha uno specifico connettore da collegare ad un’apposita porta. Le componenti HardWare interne all’unità centrale spesso si “incastrano” tra loro, mentre quelle esterne nella maggior parte dei casi si collegano all’unità centrale tramite un cavo. Possiamo passare a questo punto alla vera e propria attività di assemblaggio HARDWARE di componenti pc ritenute obsolete o non funzionanti = TRASHWARE. Il TrashWare (da trash, spazzatura e hardware) è la pratica di recuperare vecchio hardware, mettendo insieme anche pezzi di computer diversi, rendendolo di nuovo funzionante ed utile. Si vuole specificare che anche se gli stessi concetti potrebbero essere applicati ai personal computer portatili magari con qualche aggiustamento, tratteremo esclusivamente di computer fissi per motivi a cui comunque in parte accenneremo durante la guida.

Prima di tutto è necessario elencare nuovamente le componenti fondamentali perché un pc fisso possa accendersi e restituire qualcosa sul video, in modo da averle ben presenti perché esse rappresentano l’alfabeto nella lingua dell’assemblaggio che stiamo andando ad imparare.

Scheda madre MOTHERBOARD (la più grande detta anche MOBO)

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Processore (CPU) + pasta termica + dissipatore + ventola (FAN) processore

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RAM (rettangolare e allungata)

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CASE (desktop o tower) + molte viti apposite

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Scheda video (se non integrata nella scheda madre)

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Porta VGA della scheda video per collegamento del monitor

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Alimentatore (scatola parallelepipedo)

                                                 clip_image076

Monitor LCD o CRT + Cavo di alimentazione (x2)

clip_image078                 clip_image080

Cavo monitor

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Una volta memorizzate queste componenti fondamentali possiamo iniziare a fare alcune ulteriori osservazioni di tipo teorico:

- l’unione e quindi l’assemblaggio di queste parti elencate sono il primo passo per capire se la nostra prima bozza di pc funziona;

- in caso di esito positivo sarà possibile continuare aggiungendo (a seconda della necessità) altre componenti;

- in caso di esito negativo sarà necessario ricontrollare i passaggi fatti per l’assemblaggio delle componenti fondamentali ed eventualmente sostituirne una o più.

Passiamo ora ad una prima fase pratica:

La scheda madre, come dice il nome, è la componente principale di quelle che andremo a utilizzare. Una volta scelta una scheda madre dovremo utilizzare solo parti con essa compatibili e che si incastrino quindi in maniera facile e precisa sul suoi “attacchi”.

Prendiamo la scheda madre:

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Prendiamo il processore (CPU):

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Prendiamo il dissipatore e la ventola (FAN) del processore (+ la pasta termica):

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Ogni scheda madre ha uno zoccolo (SOCKET) su cui collegare un processore; ad ogni scheda madre (o mainboard, o motherboard, o MB) può essere collegato solo un certo tipo di processore, che prende il nome solitamente di socket xxx dove per xxx si intende un numero o una combinazione di numeri e lettere. (es “socket 754” oppure “socket A” oppure “socket PGA370” …..). La sigla del processore supportato da una specifica scheda madre si può trovare nel 99% dei casi scritta sullo zoccolo stesso della mainboard.

clip_image093 = clip_image095

Mentre per il processore il modello o la sigla può essere scritta sulla superficie lisca, non dentellata.

clip_image097 o clip_image099

Comunque sia se la scritta non fosse più leggibile o se preferiamo usare un’altra via è possibile far riferimento alla semplicità di incastro dei due pezzi. Il processore infatti, diviso da una superficie liscia ed un’altra dentellata, ha una direzione di incastro. Se osserviamo i denti color oro di processori differenti possiamo notare che sono numericamente diversi (non è necessario contarli ovviamente) e che hanno ritmo variabile. Solitamente infatti sono disposti o a quadrato o a quadrato con angoli smussati.

Più precisamente possiamo dire che a seconda del modello di processore è smussato uno o più angoli.

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La stessa cosa avviene sullo zoccolo (SOCKET) di alloggio del processore che troviamo sulla scheda madre, in questo caso chiaramente non ci sono i denti dorati ma bensì le loro “femmine” ovvero dei buchini dove i denti devono inserirsi.

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I lati smussati se ci sono daranno quindi il verso dell’inserimento del processore. clip_image107

Importante sottolineare che mai un processore andrà inserito a forza all’interno del suo socket. Se il processore non sembra entrare dolcemente nello zoccolo le ragioni generalmente sono due:

- c’è qualcosa che ostruisce uno o più dei fori (polveri, ecc…);

- non è il processore per quella scheda madre.

Una volta inserito il processore è necessario fissarlo. Questo nella stragrande maggioranza dei casi si effettua attraverso una piccola forza esercitata su una levetta apposita che si trova su uno dei fianchi del socket.

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La levetta può essere in metallo o in plastica. In alcuni casi in effetti potrebbe anche non essere presente: ad esempio di seguito vediamo un possibile caso di socket di generazione precedente al 2003.

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Fissato il processore dobbiamo collocare il dissipatore e la ventola che va connessa alla scheda madre tramite il suo cavo di alimentazione come si vede nella foto in basso sulla destra (il connettore sulla MOBO ha una direzione e un preciso incastro). Premetto che in teoria ogni dissipatore e ogni ventola sono studiati esclusivamente per raffreddare (questa è la loro funzione) una specifica tipologia di processori. Quindi sempre in teoria se io non avessi la ventola o il dissipatore previsti dalla casa produttrice (in base a studi ingegneristici) per quel processore, sarebbe consigliabile evitarne il montaggio. Quindi il rischio è che la nostra CPU poi non si raffreddi a dovere e quindi si fonda diventando così definitivamente inutilizzabile o peggio danneggiando anche altre parti del pc che stiamo montando.

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Ci sono però alcune accortezze che si possono seguire, e successivamente affinare con l’esperienza, in maniera semplice e intuitiva. Il dissipatore, che va collocato sopra il processore, deve prima di tutto coprirlo al 100%, e deve avere i giusti attacchi per essere fissato al socket.

Ogni dissipatore ha una superficie liscia:

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Questa parte liscia va posizionata in corrispondenza della superficie liscia del processore dopo aver posto tra i due un piccolo quantitativo di pasta termica (come si vede di seguito).

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Collocata la pasta prima di “sporcare” il dissipatore e posizionarlo sopra la CPU verifichiamo a occhio che quest’ultimo copra interamente il processore stesso e che gli attacchi corrispondano.

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A questo punto lo applichiamo sopra e lo fissiamo attraverso gli appositi dentini del socket.

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In questo caso, a differenza di quello che è stato notato in precedenza per i denti del processore e le loro ”femmine”, bisognerà quasi sicuramente usare un po’ di forza. Infatti i ganci sui lati dello zoccolo del processore sono realizzati in modo che una volta fissato il dissipatore non i sposti per nessun motivo. La pasta, usata in giusta quantità, farà da conduttrice tra i due e aiuterà la dissipazione ed il passaggio di calore tra il processore e il dissipatore.

A questo punto manca solo la ventola che ha la funzione di raffreddare il dissipatore. Per il rapporto tra ventola (FAN) e dissipatore varrebbe lo stesso discorso fatto per il rapporto dissipatore processore. Ovvero ogni ventola è studiata per uno specifico tipo di processore ed ancor più per uno specifico tipo di dissipatore. Quindi, come per il passaggio precedente, se avessimo problemi possiamo considerare che la ventola deve necessariamente fissarsi al dissipatore in maniera stabile attraverso 4 viti o ganci.

 clip_image126  clip_image128  clip_image130  clip_image132

L’importante è che la ventola (FAN) (che per definizione deve girare) una volta connessa alla MB non si sposti per alcun motivo durante la sua rotazione e che quindi rimanga ben salda.

Non è necessario che la ventola sia più grande del dissipatore anche se talvolta questo succede e alcune combinazioni di CPU+dissipatore+ventola lo prevedono. Ecco alcuni esempi:

clip_image134 oppure clip_image136

A questo punto del nostro lavoro possiamo passare all’installazione dei moduli di RAM. Buona parte delle schede madri precedenti ai primi anni del duemila e alcune anche fino al 2004/2006 richiedono l’installazione di coppie di moduli di RAM per funzionare.

In parole povere se non montiamo sulla scheda madre due RAM dello stesso tipo il computer non funzionerà (potete verificarlo voi stessi con l’inserimento di un modulo solo, non danneggeremo nulla provando).

Esistono anche in questo caso diverse tipologie di memorie RAM (SDRAM, DDR, DDR2, ecc) non staremo ad elencare tutti i possibili modelli e le loro caratteristiche, ma ci interessa solo capire che differiscono per dimensione, potenza e soprattutto per la presenza di uno, due o nessun taglio sullo SLOT di incastro.

 clip_image141 clip_image143

Ai fini dell’assemblaggio bisogna tener presente che la RAM deve incastrarsi perfettamente sugli SLOT appositi che troviamo sulla scheda madre; ci preoccuperemo poi se è abbastanza potente per il nostro pc.

Prima di tutto quindi controlliamo la corrispondenza tra la forma della RAM e lo SLOT sulla scheda madre.

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Possiamo quindi incastrare la RAM, se l’operazione è corretta i due ganci che si trovano solitamente agli estremi dello SLOT della scheda madre dovranno automaticamente bloccarsi negli spazi agli estremi della RAM.

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Ora dobbiamo controllare se la scheda madre è già dotata di scheda video (integrata) o se è necessario montarne una. Questo perché se non abbiamo senza una restituzione a video non possiamo verificare se e cosa sia andato storto. La MB ha una scheda video integrata quando troviamo su un fianco (tipicamente quello dei collegamenti) un attacco (PLUG) trapezoidale di questo tipo:

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Se la scheda video è mancante ne installeremo una di questo tipo:

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Ne esistono di differenti forme e dimensioni, variano a seconda dell’anno di realizzazione e della potenza, ma come sempre la prima cosa da osservare è se si connettono o meno alla nostra scheda madre. A questo punto è importante introdurre un elemento fondamentale per qualsiasi scheda aggiuntiva che noi vorremo installare sul nostro pc: PCI, cioè ciascuno SLOT per le schede aggiuntive. PCI (che sta per componente di interconnessione di periferica) è il termine usato per qualsiasi SLOT per alloggiare schede su di una scheda madre. Anche se esistono differenti tipologie di zoccoli (PCI, PCIe x16, PCI-express, mini-PCI, ecc) il termine PCI è il denominatore comune.

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Purtroppo è stata fatta un po’ di confusione nel 1996 con l’introduzione di uno SLOT di connessione detto AGP che ha soppiantato il collegamento PCI classico esistente in precedenza solo per il caso delle schede video. Poi è stato anch’esso sostituito a sua volta con una nuova PCI nel 2004. In pratica le schede madre prodotte tra il 1996 e il 2004 sono fornite di uno SLOT per le schede video che non comprende nel nome il termine PCI, ma è detto AGP (Porta Grafica Accelerata). Negli anni Novanta esisteva inoltre la ISA che possiamo riconoscere perché è nera e molto più grande.

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Prima del 1996 abbiamo schede e schede video PCI.

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Dopo il 2004 abbiamo schede PCI di vario tipo e schede video PCI-express.

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Prima di fissare qualsiasi tipo di scheda alla nostra scheda madre è necessario montare la MB all’interno del case. La scheda madre deve essere fissata con le viti al case: una vite per buco della MB.

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Non tutti i case sono uguali ovviamente. Sceglieremo il case in base alla tipologia della nostra scheda madre. Ecco le tipologie di schede madri più diffuse.

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In questa guida per comodità faremo solo distinzione tra due tipologie di schede madri: ATX e microATX.

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All’interno dei cinque modelli più diffusi, le schede madri ATX e microATX sono quelle buttate via più frequentemente perché più economiche (e quindi principali oggetto di trashware). Solitamente un case supporta entrambe le tipologie di MB, ma per fissare ciascuna scheda madre al case, è necessario aggiungere o sostituire alcune viti già presenti per adattare gli attacchi.

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Come possiamo vedere infatti se non collochiamo il giusto numero e modello di piedini (e viti corrispondenti) la scheda rischia poi di ballare nel suo involucro e oltre ad essere scomodo durante le altre fasi di montaggio potrebbe comportare la sconnessione di una componente durante il funzionamento (se non anche la rottura di qualche pezzo). Trovata la giusta MB per il giusto case e viceversa e fissata la MB è possibile piazzare le schede aggiuntive che ci servono sugli SLOT come in foto (ogni scheda è fissata con una vite):

clip_image183  clip_image185

La scheda video in particolare, ha molto spesso un gancetto ulteriore che fissa la scheda allo SLOT apposito (SLOT PCI-e oppure SLOT AGP).

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Ora procediamo al collocamento dell’alimentatore nello spazio apposito del case.

clip_image199  clip_image201  clip_image203

Essendo la componente più pesante dell’unità centrale è consigliabile fissarlo anche solo per testarne il funzionamento. Un alimentatore interno per pc fissi è ricco di fili elettrici colorati raggruppati e collegati a connettori differenti il cui scopo è trasmettere energia elettrica. Il connettore principale, più grande, è quello che fornisce energia elettrica alla scheda madre ed a tutte le schede ad essa collegate.

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Spesso, soprattutto dai processori Pentium 4 o successivi, è possibile che vi sia un connettore ausiliario, da attaccare sempre alla scheda madre, che serve per dare più energia al processore.

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Gli altri connettori dell’alimentatore servono per il disco fisso (memoria di massa o memoria a lungo termine), per il lettore CD/DVD, per il lettore floppy, oppure per altre componenti particolari (che non saranno trattate in questa guida).

Distinguiamo connettori a 4-pin che solitamente hanno colore bianco per HD (o SSD) e per lettori CD \ DVD:

Il collegamento molex ha forma trapezoidaleclip_image223
clip_image225          clip_image227
Da connettori 4-Pin più piccoli per il lettore Floppy:clip_image219

Ricordiamo che ogni attacco ha una direzione, in questo caso notare che i due lati sono differenti.

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E distinguiamo i connettori per i dispositivi SATA che sono di colore nero:clip_image234

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Per quanto riguarda i connettori di alimentazione delle schede madri si ricorda il connettore principale (MAIN) che può essere da 20-pin oppure da 24-pin (è necessario contarli), ci può essere anche, come abbiamo visto nelle pagine precedenti, un connettore aggiuntivo da 4-pin disposti a quadrato che ha la funzione di alimentare specificatamente il processore (è stato introdotto di Pentium4 in poi).

20-Pinclip_image238 e clip_image24024-Pin

Ricapitoliamo le tipologie di connettori che possiamo trovare su un alimentatore:

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Se riprendiamo in mano la scheda madre, proveremo ora a elencare tutta una serie di connettori per il passaggio dei dati (non con funzione di alimentazione), 2 sono i più importanti:

- connettori IDE (o EIDE o PATA) che possono essere diversi e sono numerati;

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- connettori SATA (o Serial ATA o ESATA) sono anche questi numerati.

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Entrambe le tipologie di connettori servono per collegare memorie secondarie (come HD e SSD) o supporti rimovibili (come lettori floppy, lettori e masterizzatori CD e DVD).

Utilizziamo un cavo piatto di colore grigio (o a volte nero) per collegare supporti IDE o floppy (quello per il floppy è più stretto e si riconosce perché ha un punto girato) il connettore più distante va sulla MB:

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Mentre il cavo per i supporti SATA è più sottile e gommoso, solitamente di colore rosso (o nero o arancio):

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Fissiamo a questo punto il supporto che vogliamo montare al case con almeno 4 viti in questo modo:

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Due viti da un lato e due dall’altro, solitamente in un case di tipo tower gli HD si mettono in basso e i lettori\masterizzatori in alto. Comunque ci sono alloggiamenti già predisposti e della giusta dimensione. Gli alloggiamenti per i dischi sono da 3,5 pollici mentre quelli per le unità ottiche sono 5,25 pollici. Osserviamo più nel dettaglio un esempio di memoria secondaria, un HD (hard disk). Esso prende il nome anche di disco rigido in contrapposizione ai dischi floppy che sono più morbidi (o disco fisso):

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In particolare queste sono le connessioni di un disco rigido IDE (in rosso il collegamento 4-Pin):

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Ecco nel dettaglio anche un disco fisso di tipologia SATA (in rosso la zona di connessione dei cavi):

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In entrambi i casi il cavo da collegare ha una direzione, data dalla forma (per esempio trapezoidale nel caso dei molex 4-Pin) o dalla presenza di un piedino in plastica o ancora dall’ordine e numero dei pin (cavo IDE):

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Rivediamo a confronto un HD IDE ed un HD SATA (come possiamo vedere dal disco sotto a volte si trovano due tipologie di alimentazione (power connector) in questo caso dovremmo scegliere quale usare.

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In questo caso sotto per esempio abbiamo utilizzato il cavo di alimentazione tipico dei supporti IDE (cioè il molex 4-Pin) e il cavo dati tipico dei supporti SATA (quello rosso), non servirà usare l’alimentazione SATA:

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Le stesse nozioni imparate fino ad ora possono essere applicate per i lettori di supporti removibili. Sia per masterizzatori e lettori CD di vecchia generazione (IDE) che per lettori e masterizzatori DVD di nuova generazione (SATA) valgono le stesse regole. Ecco l’esempio per le unità ottiche (ottiche perché hanno al loro interno un laser per leggere e scrivere):

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Ultima, ma non meno importante, nozione da conoscere per i dischi e le unità rimovibili è la loro gerarchia interna. Se avessimo più oggetti simili infatti (proprio come accade nel caso delle RAM) si stabilisce un ordine con cui la scheda madre rileva il resto dell’hardware. Attraverso la legenda che solitamente troviamo sopra l’adesivo della componente possiamo decidere se, per esempio, il nostro lettore CD funziona come MASTER (primario) o come SLAVE (secondario).

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L’impostazione Master, Slave, Auto o Cable Select verrà poi approfondita nelle impostazioni del BIOS. L’importante è ricordarsi che se non si sa come posizionare il JUMPER converrebbe rimuoverlo e conservarlo per quando avremo capito se è necessario o meno per l’avvio della macchina (la MB dovrebbe riconoscerlo in automatico). Perché il computer possa iniziare a funzionare vediamo sotto che va infine collegato il tasto di accensione alla scheda madre: esso è solitamente integrato con il case e va connesso alla MB con specifici piedini (JUMPER) sui quali c’è scritto POWER SW.

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E’ difficile illustrare la molteplicità di questi piedini (PIN) che troviamo sulle schede in una sola guida; ci basti sapere che alcuni di questi PIN collegabili con i jumper sono determinanti per il funzionamento della macchina e sono quasi sempre raggruppati in una stessa zona (tipicamente in un angolo della MB).

    clip_image292 

Questi servono appunto per il tasto di accensione, di reset, per alcune luci collocate sul case, ecc…

Limitiamoci a collegare quello del tasto Power Off/On (ovvero POWER SW).

clip_image296 nei jumper i cavi sono due per pin e corrispondono alle polarità + e –

Vediamo un esempio schematico e riepilogativo dei collegamenti che si trovano su una MainBoard.

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Elenchiamo inoltre una serie di ulteriori schede che potrebbero esserci utili ai fini di assemblaggio di materiale recuperato (TrashWare); in caso qualche componente integrata nella scheda madre sia malfunzionante o mancante potrebbero esserci utili schede di questo tipo:

- esempi di scheda audio

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- esempi di scheda di rete via cavo (o EtherNet) o senza Cavo (WireLess)

clip_image305           clip_image307

- esempi di scheda USB

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- esempi di schede di acquisizione audio/video e TV

Acquisizione analogicaclip_image311
Firewire 1394 (o acquisizione digitale)clip_image309
DVI e HDMI e acquisizione con S-Videoclip_image313     clip_image315

Da adesso l’assemblaggio dovrebbe risultare più veloce, dobbiamo solo collegare cavi esterni.

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L’alimentatore alla presa di corrente. Il monitor alla presa di corrente ed al pc. La tastiera al PC.

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NOTA BENE: finché che il pc è collegato alla corrente nessuna componente può essere collegata/scollegata/spostata/manipolata!

Fate molte attenzione ai segnali sonori emessi dal pc in fase di accensione. Il pc una volta che l’energia elettrica inizia a circolare al suo interno accende una spia. Schiacciato il pulsante di accensione emetterà uno o più bip, talvolta nessuno. Dal momento che le componenti sono appunto recuperate e quindi vecchie e a volte mal tenute, in malaugurati casi il pc potrebbe anche fare qualche scintilla o si potrebbe bruciare qualcosa. Nel caso di scintille o bruciature è necessario essere pronti a scollegare il cavo di alimentazione. Come quando si lavora con materiale elettrico, è sempre prudente dotarsi di idonei DPI (dispositivi di protezione individuale) e lavorare in un ambiente idoneo (cfr. L.81 del 2008). E’ caldamente consigliato, nei casi in cui qualcosa vada storto, staccare subito l’alimentatore per evitare di coinvolgere altre componenti funzionanti.

Se volessimo tradurre il linguaggio della macchina in questa fase, potremmo dire che singolo Bip dovrebbe voler dire “tutto bene”, più Bip “poco male”; con nessun Bip la situazione va valutata caso per caso. Dipende comunque molto anche dalla marca della scheda madre: spesso modelli diversi comunicano in maniera differente. Come fare comunque per capire a video la situazione? Utilizzando le schermate del BIOS, cioè leggendo le scritte che si iniziano a visualizzare sul monitor. Se compare per esempio la scritta ERROR il pc ci sta comunicando che qualcosa manca o non funziona.

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Una volta completata e testata la componente fisica del PC grazie alle conferme del BIOS sulla corretta funzionalità delle componenti, è possibile passare all’installazione del SoftWare padre di tutti i software: il sistema operativo (OS = operating system).

L’OS “è un insieme di componenti software, che garantisce l’operatività di base di un calcolatore, coordinando e gestendo le risorse hardware di processamento (processore) e memorizzazione (memoria primaria), le periferiche, le risorse/attività software (processi) e facendo da interfaccia con l’utente, senza il quale quindi non sarebbe possibile l’utilizzo del computer stesso e dei programmi/software specifici” (wikipedia.org).

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Oggi esistono pochi tipi di sistemi operativi idonei per un personal computer e ancora meno utili per il TrashWare. La famiglia di sistemi operativi LINUX, come si menzionava all’inizio di questa guida, è sicuramente la più ottimale per rigenerare HardWare obsoleto e considerato inutile. Tale materiale viene fatto rivivere di nuovo grazie a software libero (LINUX) perché più adattabile alle esigenze di macchine eterogenee e più “leggero”. Inoltre è solo il connubio tra il Software Libero e il TrashWare che detiene tutte le caratteristiche per rendere possibile l’alfabetizzazione informatica e la riduzione del Digital Divide con il massimo impatto culturale sulle persone e un ridotto impatto sull’ambiente nel rispetto della legalità e della gratuità delle licenze d’uso.

Questo grazie a caratteristiche legate:

- alla facile reperibilità del software stesso (libero download dal web);

- alla trasparenza e immediatezza della didattica (libertà di studiare e modificare il software);

- alla affidabilità e qualità tecnica (a partire dal sistema operativo e le sue interfacce);

- alla libera concorrenza e al continuo stimolo della conoscenza (“posso farlo anch’io!”)

- non ultimo vantaggio economico (prevalentemente gratis) ed ecologico (risparmio energetico).

Torniamo all’ultima fase pratica di questa guida che consiste nell’impostare dal BIOS il boot (avvio):

“boot (o bootstrap, o più raramente booting) indica, in generale, l’insieme dei processi che vengono eseguiti da un computer durante la fase di avvio, in particolare dall’accensione fino al completo caricamento in memoria primaria del sistema operativo a partire dalla memoria secondaria” (wikipedia.org).

Il boot da supporto rimovibile, se non è già impostato di default, può essere configurato facendo attenzione bene a tutte le voci del menù del BIOS. Se avessimo problemi nel trovare le impostazioni giuste possiamo utilizzare la voce “load setup default” (o simile) che riporta le impostazioni a quelle di fabbrica.

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Un’ultima nozione utile in questa fase è togliere la pila (1) della MOBO attraverso l’apposita levetta (2), azzerando così le impostazioni di fabbrica. A questo punto non ci resta che inserire un CD o DVD con il sistema operativo LINUX nel lettore del pc e riavviare il computer. Automaticamente arriveremo ad una serie di schermate con cui l’OS ci guiderà passo passo nell’istallazione.

Mini Glossario

A.G.P. = accelerated graphic port, un altro tipo di SLOT per la scheda grafica.

A.T.X. = advanced technology extended, nome delle schede madri standard.

B.I.O.S. = basic input/output system, software base per coordinare le periferiche del pc.

C.D. = compact disk, disco di memorizzazione digitale ottica removibile, detto CD-ROM.

C.P.U. = in inglese cetral process unit, unità di elaborazione centrale, il processore.

CASE = telaio o contenitore di tutte le componenti dell’unità centrale di un pc.

D.V.D. = digital versatile disk, support ottico come il CD ma di capienza maggiore.

FAN = la ventola che ha l funzione di raffreddare, in un pc possono essere tante.

H.D. = o meglio HDD, hard disk drive, supporto di memoria di massa di tipo magnetico.

HARDWARE = le parti fisiche di un computer, periferiche, fili e contenitori vari.

HEATSINK = nome inglese del dissipatore, la sua funzione è trasferire il calore.

I.D.E. = integrated drive elettronics, interfaccia di connessione detta anche PATA o ATAPI.

I.S.A. = industry standard architecture, un altro tipo di SLOT per schede interne al pc.

I\O = abbreviazione usata per indicare le perifiche in generale, sia di input che di output.

JUMPER = piccolo ponticelli metallici usati per collegare due contatti chiamati PIN

MOTHERBOARD = la scheda madre chiamata anche mainboard o MB.

P.C.I. = peripheral component interconnect, uno SLOT di interconnessione tra periferiche.

PLUG = connettore o spina per la corrente elettrica.

R.A.M. = random access memory, è la memoria primaria o memoria a breve termine.

S.A.T.A. = serial advanced technology attachment, interfaccia di connessione interna del pc.

S.S.D. = state solid drive, unità di archiviazione dati, memoria di massa secondaria solida.

SLOT = spazio o alloggiamento per le schede aggiuntive sulla scheda madre.

SOCKET = o zoccolo, è un connettore elettronico per i processori o altri CHIP.

TRASHWARE = pratica di recupero vecchi pc, dall’inglese hardware + spazzatura.

V.G.A. = video graphics array, adattatore che restituisce l’output sul video.

Informazioni su Jaulleixe

cyberactivism, ecology, nature, art, music, trashware, vegetarianism, veganism, feminism, GIS, psichology, sociology, theology, wildness, trekking, woods, gender studies, fair trade, informatics, homemaking, raw food, retrocomputing, doodling, guerrilla gardening, modding... "Those who claim to care about the well-being of human beings and the preservation of our environment should become vegetarians for that reason alone. They would thereby increase the amount of grain available to feed people elsewhere, reduce pollution, save water and energy, and cease contributing to the clearing of forests. When nonvegetarians say that 'human problems come first' I cannot help wondering what exactly it is that they are doing for human beings that compels them to continue to support the wasteful, ruthless exploitation of farm animals." - Peter Singer, on "Animal Liberation"
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7 risposte a Guida pratica per iniziare a occuparsi di TRASHWARE

  1. Roberto Lepera ha detto:

    Carissimi, gran bel lavoro! Vi invito a pubblicarlo nel gruppo ufficiale dell’MDF, che ho l’onere/onore di amministrare: https://www.facebook.com/groups/movimentodecrescitafelice

    Un abbraccio e a presto! Roberto

    Il giorno 25 ottobre 2013 23:46,

    • Jaulleixe ha detto:

      Grazie a te per l’apprezzamento e per l’invito, che accettiamo volentieri. Ora che abbiamo realizzato questo post un po più tecnologico possiamo ritornare sulla questione animale con il tuo bel documento. Per i dettagli ti mandiamo mail stanotte o domani. A presto

  2. PennelliRibelli ha detto:

    Davvero esaustiva e spiegata molto chiaramente. La farò leggere/studiare a mio figlio piccolo (14 anni) che studia informatica elettronica ed è appassionato proprio di assemblaggio trashware. Grazie!

    • Jaulleixe ha detto:

      La trasmissione di queste nozioni a tuo figlio ci farebbe un grande onore. La speranza è sempre che le generazioni più giovani non commettano gli errori e le leggerezze dei più “vecchi”, e di sprechi (quasi sempre evitabili) ne sono stati commessi davvero troppi in passato e tanti altri tutt’ora. Buon trashware dunque, e aggiornaci se ti va!

  3. Enrico Mazzanti ha detto:

    Un bel post, complimenti!
    Una bella guida semplice da seguire ma esaustiva per conoscere le basi…
    Condivido su G+
    A presto!

  4. Effe ha detto:

    Rieccovi!!!!!
    Carino il post, ora lo passo al Secchione…vi inoltrerò il giudizio del nerd. :)

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