Che botta!

Se è vero che l’adesione della stragrande maggioranza delle persone ad un uso o un rito non lo rende intrinsecamente bello e buono, non potevamo esimerci, anche quest’anno, dal criticare questo particolare periodo dell’anno obbligatoriamente festaiolo. Da un lato la crisi imperante richiederebbe maggiore sobrietà da chi si può ancora permettere sfarzi e lustrini, per non dare un ulteriore schiaffo a chi ne ha già avuti tanti ultimamente (a livello lavorativo, pensionistico, ecc…). Dall’altro la nostra tradizione legata alle feste, e più che mai al Capodanno, ci pare tutto fuorché un momento di sensibilizzazione ecologica.

Il menù delle feste è infatti prevalentemente a base di pesce e carne e quindi insostenibile; l’imperativo di proseguire i festeggiamenti in grande anche dopo l’arrivo di Babbo Natale (che, per inciso, rischia di restare pure senza renne) determina un aumento considerevole del consumo di energia elettrica per le illuminazioni (tanto domestiche che cittadine) e di pile con cui alimentare le decorazioni più disparate (quanti si ricorderanno di gettarle negli appositi contenitori una volta esaurite?); e non dimentichiamo due IM-MAN-CA-BI-LI attività legate allo scoccare della mezzanotte: il lancio della roba vecchia dalla finestra (uso fortunatamente sempre più raro da incontrare… ma pensate che spreco, la roba non era davvero più riutilizzabile dopo voli di 10 metri: peggio che buttarla nella spazzatura!) e i fuochi d’artificio.

In merito all’ultima “follia capodannesca”, che l’Uomo paghi le conseguenze delle proprie azioni, a un certo punto è inevitabile (notoriamente sono situazioni pericolosi, ma lo si realizza sempre troppo tardi). Non è davvero giustificabile invece la sofferenza “collaterale” che i botti comportano per gli animali: non solo un’ansia incontrollabile (in caso di catastrofe o disastro ambientale gli animali hanno dei seppur vaghi “sentori” che li pre-allertano, nel caso dei nostri “cataclismi artificiali” no, e la cosa li destabilizza enormemente) ma anche uno spavento che può essere mortale per chi, come i piccoli animali, è più fragile e debole.

sai-dove-puoi-metterti-i-botti butta i botti lega del cane siua capodanno 2012

Sappiamo di non essere gli unici a non condividere questa particolare tipologia di “divertimento” (date ad esempio un’occhiata a questa petizione o a questi utili consigli) ed è fuori discussione che anche molte categorie umane, infermi e anziani in primis, trarrebbero vantaggio dalla sospensione di queste iniziative. Il fatto che a Torino, per esempio, un’ordinanza inizi a riconoscere la relazione tra i botti e la la sofferenza animale è sicuramente un passo importante. Ma poi, come in tutte le situazioni, solo la coscienza individuale può determinare cambiamenti radicali, al di là di quanto prevedano gli usi e la legge.

Checché ne dica qualche antropologo, noi restiamo dell’idea che i “riti di passaggio”, se ci devono essere, debbano essere commisurati al livello di conoscenza e consapevolezza del momento. Ignorare deliberatamente informazioni sicure circa l’inutilità e l’inevitabilità della sofferenza procurata con i fuochi d’artificio a uomini e animali non ha niente  che vedere con le radici della nostra civiltà ma, al contrario, ne determina un’involuzione peggio che barbara, negando oltretutto al concetto antropologico di cultura quella dinamicità che le è propria.

Riappropriamoci dunque della porzione di variabilità culturale che ci spetta iniziamo a percorrere quelle alternative già facilmente accessibili  senza “uscire” da idee e prassi operative socialmente condivise (per un esempio molto banale si guardi qui).

Ad esempio noi come bloggers potremmo raccogliere il testimone lasciatoci da  Farnocchia (“7 links projects”) per fare un piccolo bilancio del nostro cyber attivismo condividendo con voi:

  1. Il post il cui successo ci ha stupito: sicuramente Crema di peperoncini. Una banale trascrizione di una ricetta popolare che regolarmente raccoglie commenti (e fraintendimenti…) da una platea INTERNAZIONALE (?!?). Misteri della cucina… e di Google translator, probabilmente.
  2. Il nostro post più popolare:  Inefficienza della carne; è stato subito un boom di visualizzazioni e gradimenti anche su altri social networks in pochi giorni, con una considerevole onda lunga… una bella soddisfazione, anche perché vuol dire che non siamo i soli a pensarla così o che almeno lo stesso argomento è degno almeno di interesse per un discreto numero di persone…
  3. Il nostro post più controverso: mmm… forse Condominio biologico e non tanto per i commenti letti (comunque rivelatori del duplice atteggiamento assunto dai lettori) quanto per i commenti ricevuti in altre sedi: la “follia” dell’impresa esposta in apertura ha lasciato molti di sasso… insomma, non è stato più facile invitare qualcuno col proposito di cucinare tutti insieme, a meno che l’insalata non fosse presentata già lavata ;-)
  4. Il nostro post più utile: Coppe ecologiche ha cercato di mappare nella maniera il più esauriente il mondo delle coppe mestruali con annessi e connessi in maniera accessibile tanto alle donne che agli uomini. Solo la loro azione congiunta può risolvere un problema pratico così rilevante.
  5. Il post che secondo noi non ha avuto l’attenzione che meritava: sarebbe potuto essere un post, ma abbiamo preferito dedicargli direttamente una pagina, e cioè NO DROGA, NO MAFIA, probabilmente penalizzandolo nonostante l’argomento sia a nstro avviso estremamente attuale e più vicno a tutti noi di quanto si potrebbe pensare.
  6. Il nostro post più bello: Sardegna Naturalistica che, come già detto in altre sedi, è per ora il più eclettico. Perfettibile forse, ma comunque eterogeneo: presenta, seppur sotto forma di “assaggio”,  tutte le anime di Jaulleixe.
  7. Il post di cui andiamo più fieri: è difficile scegliere un post da inserire in questa sezione. A regola, se uno riesce a scrivere intorno a un argomento in cui crede profondamente la “fierezza” c’è per forza. Comunque, un post “ripescabile” per l’occasione potrebbe essere Una possibile alimentazione green, in cui abbiamo cercato di impostare una critica costruttiva del recente eco-trend alimentare affinché si trasformi almeno in un’abitudine alla consapevolezza.

[ e passiamo la patata bollente a I colori dell’arcobaleno, Luciano Marcelli, Pandora, Rossella Grenci, Vivere Verde e Il Cavaliere Oscuro del web]

Chi ci conosce bene sa che a questo punto forte è la tentazione di fare tabula rasa di tutto ciò che è “festa comandata”.  Che dire: sicuramente almeno qualche bambino che non ha ancora remore ad ammettere che le festività natalizie sono spesso occasioni in cui subire oltre che sorbire persone e situazioni di cui faremmo volentieri a meno (e non pensiamo solo a un novello Macaulay Culkin… che comunque da quello “spirito del Natale” che l’ha reso celebre è stato forse rovinato!), che è ancora disposto a gridare che Il re è nudo! , c’è.

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Ma anche qualche adulto, che da bambino è stato probabilmente portato all’esasperazione e ora si sfoga (o ci prova) realizzando cosette così.

Una via di mezzo?, implorerà qualcuno di voi. Ma sì: il Natale e le feste come occasione per stare insieme a coloro cui vogliamo bene (apprezzabile soprattutto quando si inizia a lavorare, o comunque viviamo sparpagliati in diverse città); come pretesto per donare qualcosa di equosolidale (il dono come rinforzo all’attività di chi ha prodotto l’oggetto e come forma di sensibilizzazione verso chi riceve, ecc…); come momento di riflessione (e di elargizione di moneta… sperando come sempre che finisca nelle mani giuste) a favore di qualche iniziativa animalista (per esempio questa); ecc…

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Quanti modi di apportare correttivi alle distorsioni consumistiche che ci tentano periodicamente! Ci siamo cadut… pardon, vi abbiamo fatto ricorso anche noi. D’altronde, con persone che non sono proprio in grado di concepire un Non-Natale (sicuramente le persone anziane… ma non solo) qualunque approccio al problema finirebbe solo col ferirle inutilmente, procurando loro solo la sensazione di essere rifiutati o esclusi: un “danno” che potrebbe essere inutile per loro e per noi.

Godetevi quindi questi ultimi giorni di festa nella maniera che ritenete più etica ed ecologica possibile ma, se quello che vi interessa è davvero lo spirito, non dimenticate la lezione burtoniana: Edward dopo aver donato la neve a Kim si riallontana dalla società.

Sul perché… tutti abbiamo le nostre interpretazioni. Noi, ritornando alla “cultura” di cui poco sopra, vi invitiamo solo a non sottovalutarne le “porosità” e a ricordare che le contaminazioni e le ibridazioni non sono mai processi reversibili. Diventano sempre qualcosa di nuovo, anche quando sembrano tornare indietro nel tempo. Scegliate quindi oculatamente come e da chi farvi contaminare… ricordando che in futuro gli agenti contaminanti potrete benissimo essere anche voi.

Informazioni su Jaulleixe

cyberactivism, ecology, nature, art, music, trashware, vegetarianism, veganism, feminism, GIS, psichology, sociology, theology, wildness, trekking, woods, gender studies, fair trade, informatics, homemaking, raw food, retrocomputing, doodling, guerrilla gardening, modding... "Those who claim to care about the well-being of human beings and the preservation of our environment should become vegetarians for that reason alone. They would thereby increase the amount of grain available to feed people elsewhere, reduce pollution, save water and energy, and cease contributing to the clearing of forests. When nonvegetarians say that 'human problems come first' I cannot help wondering what exactly it is that they are doing for human beings that compels them to continue to support the wasteful, ruthless exploitation of farm animals." - Peter Singer, on "Animal Liberation"
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3 risposte a Che botta!

  1. icoloridellarcobaleno ha detto:

    Mi ritrovo colpita dalla patata bollente, spero di riuscire a rispondere prossimamente, anche se il mio blog, essendo più un diario che un luogo di informazione e dibattito come questo, si presta meno.
    Per quando riguarda il contenuto del post, con me sfondate una porta aperta: le “feste comandate” sono solo un pretesto per sfogare la voglia di consumismo, mentre il loro valore consisterebbe nello stare insieme a chi si vuol bene. I regali di Natale io non li ho fatti, porterò solo un pensierino utile ai miei genitori quando andrò a casa. Anche ai saldi ho acquistato solo un vestito, perché ne avevo bisogno. Per il resto, non voglio alimentare la catena degli sprechi.
    Sull’argomento botti…io li ho sempre odiati, da bambina e ragazzina avevo un timore folle in quanto i ragazzini della mia scuola si divertivano a farli scoppiare addosso alla gente…li bandirei dal commercio…

  2. ElenaSole ha detto:

    che bel post, racchiude molte cose che condivido!
    Natale ho riunito la famiglia, spento luci e usato candele, albero di foto, auto-produzione di quasi tutto, riciclo e zero spreco degli avanzi (rispediti a casa dei genitori, o/e reinventati), 4 giorni in Val del Chiese in un agritur equo-sostenibile, e saldi boicottati (compro quando serve), spostamenti a piedi nelle possibilità… direi che sono cose “normali” e fattibili da tutti, basta scrollarsi di dosso la pigrizia, e l’abitudine di fare così perchè si è sempre fatto. E le feste comandate comportano questo modo di fare tanto per far felice gli anziani genitori e i parenti sennò cosa dicono….
    Vabbè, noi ci si mette del nostro a portare avanti ecologia e sostenibilità!

  3. Jaulleixe ha detto:

    Grazie a entrambe dei commenti. Qualunque azione animata dalla ricerca della sobrietà è estremamente necessaria durante appuntamento annuale con lo spreco. Guardate voi stesse questo recente “bilancio” , limitato al settore alimentare, e giudicate da voi… noi ormai non abbiamo più voglia di commentare:
    http://www.repubblica.it/economia/2012/01/04/news/la_crisi_non_frena_gli_sprechi_di_cibo_a_natale_nel_cassonetto_1_32_mld_di_euro-27589621/?ref=DRC-10

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