Rispolveriamo, grazie anche a Farnocchia, questo post rimasto un po’ troppo a lungo in giacenza tra le nostre bozze.
Avevamo a suo tempo riportato una interessante descrizione dell’Asus Bamboo. La ASUS ci aveva positivamente colpiti per l’innovativo abbinamento metallo (e altro) – legno, che ci sembrava un primo (magari anche timido) passo in direzione dell’hardware 100% biodegradabile. Abbiamo accennato recentemente a innovazioni tecnologiche sensibili nei confronti dell’ambiente e proponiamo oggi una “soluzione” (?) per la vostra postazione fissa che potrebbe forse essere un’ulteriore avvicinamento alla nostra chimera…
Questa tastiera USB dalla scocca in bambù prodotta da Brando ha 106 tasti (anch’essi in bambù, importante differenza rispetto ad altri modelli, tipo questo), misura 395 x 155 x 20mm (più 1,5m di cavo) è supportata sia da sistemi operativi Windows che Linux.
Non è esattamente una tastiera leggera (pesa oltre un kg, inclusi quasi 90g di mouse ottico), né troppo economica (costa all’incirca 40 euro); tuttavia il suo acquisto potrebbe essere programmabile nell’ottica di una notevole riduzione del danno futuro per l’ambiente.
Infatti, supponendo che peso e soprattutto costo per voi non rappresentino un problema, e considerando che non l’abbiamo mai avuta sotto mano (per cui non sappiamo se i vostri/nostri polpastrelli incontreranno la stessa scorrevolezza a cui finora ci hanno abituati tastiere come quelle della Trust) possiamo valutare l’aspetto del design (che non risulta affatto “appesantito” nonostante la consistenza indubbiamente più massiccia) e, soprattutto, l’impatto di tale articolo in termini di e-waste.
Quanto è vero che il legno è un cattivo conduttore, non potevamo certo pretendere (in base all’attuale livello di conoscenze tecnologiche, obviously) che anche i circuiti fossero di origine vegetale ^_^ Riconosciamo invece che queste periferiche (come anche altri equivalenti in bambù che non riportiamo in questa sede solo per esigenza di brevità), per quanto ci è stato possibile apprendere spulciando internet, “biodegradabilizzano” il “biodegradalizzabile”, riducendo appunto il danno, per così dire, ex post.
Lecito semmai – a voler trovare il pelo nell’uovo come si confà a due criticoni come noi – interrogarsi sul non ben tematizzato ex ante e augurarsi, come si auspica anche qui, che la loro produzione non comprometta la tutela della Natura.




























ecco..ora sono sempre più indecisa!!! :D
Grazie per la consulenza..a buon rendere ;)
could have made that USB with Bamboo tooo :)