Quest’oggi i Jaulleixe vi presentano due suggestive località sarde, nella speranza che, se mai vi ci recherete, non sarà (solo) a seguito di un improvviso e incontenibile impulso da turismo-ossessivo-compulsivo ma anche in conseguenza di una almeno minima riflessione.
Chi ci conosce bene sa cosa preferiamo tra mare e montagna e, anche in questo caso, per noi è un vero piacere esplorare l’entroterra di questa regione che vorrebbe essere nazione:
tanto spazio ancora riservato alla Natura, ai suoi animali,
alle innumerevoli specie arbustive , e così via…
Oggi però parleremo di spiagge…
… di quelle non contaminate dai peggiori esemplari di homo sapiens…
… e di quelle che potrebbero essere altrettanto belle se gestite con sensibilità ambientale.
Al primo caso appartiene Pedra Longa .
Questa insenatura carsica è raggiungibile con qualche difficoltà a piedi; ma, anche automuniti (premettendo che è assolutamente consigliabile dotarsi di cartina con scala non inferiore a 1:250000, la cosa migliore da fare è raggiungere Baunei e da lì chiedere indicazioni che vi aiutino a integrare la scarsa cartellonistica) nulla vi risparmierà un minimo di sforzo fisico per raggiungere uno scoglio “abitabile” (da accaparrarsi all’alba, ovviamente, visto che ce ne sono pochi). La presenza di più note e accessibili attrazioni balneari nei paraggi (per esempio le famose rocce rosse di Arbatax), infine, sottrae questo piccolo angolo di paradiso appartenente al Parco del Golfo di Orosei e del Gennargentu ai nefasti effetti del turismo di massa.
Cosa comporta tutto ciò?
NIENTE OMBRELLONI.
NIENTE BARETTI.
NIENTE STABILIMENTI.
UMANI: POCHI, equipaggiati in maniera essenziale. Almeno un po’ civili.
Natura.
Silenzio.
Il secondo caso che sottoponiamo alla vostra attenzione è la Cala Domestica di Buggerru .
Questa spiaggia può soddisfare le esigenze di ogni tipo di turista.
Dal punto di vista organizzativo non manca nulla: lettini, sdraio, ombrelloni, bar, bigliardino, juke box, bagnini, pedalò (con scivolo o senza), ecc…
Sul piano naturalistico, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Sabbia fina, ciottoli, scogli, prominenze da cui tuffarsi, insenature e fondali… l’ideale per il diving o lo snorkeling…
L’ingresso alla spiaggetta ciottolosa è particolarmente suggestivo, in quanto avviene attraverso una breve galleria rocciosa).
Le indicazioni stradali per raggiungerla non mancano, e comunque lungo la via verrete tentati da vari stabilimenti intermedi, che potrebbero anche piacervi, se siete amanti del genere.
Noi però preferiamo luoghi meno antropizzati, e Cala Domestica, per come si presenta, è “al limite”…
… anche se, lo ammettiamo, abbiamo apprezzato molto possibilità di noleggiare il pedalò…
Mezzo secolo fa era un porto di imbarco di minerali e la traccia rimane negli spettrali edifici sopravvissuti, al pari degli altri villaggi minerari “fantasma” (silenziosi e vagamente inquietanti) incontrabili anche nell’entroterra sardo.
Scheletri visibili già dal mare…
… che celano, solo visivamente, un rumoroso generatore di corrente…
… che emana un discreto odore di benzina.
I bagnanti raggiungono la prima spiaggia attraverso un camminamento, posto nella sabbia sudicia di infinitesimali frammenti di spazzatura,…
… grossomodo equidistante dai due principali gruppi di scheletri di mattoni e cemento.
Raggiungerete la sommità della collina arrampicandovi, prima che sugli arbusti, su un monte di sabbia e rifiuti, mescolati come se si fossero sedimentati insieme dalla notte dei tempi.
Il bar ha solo un paio di piccoli bidoni cilindrici, stracolmi. Le ragazze che vi servono al bancone raccolgono direttamente dalle vostre mani carte di gelato, lattine, palette, bicchieri, tovagliolini, bottiglie. Li depositano presumibilmente dentro al chioschetto. Accumulano una quantità enorme di rifiuti per tutto il giorno. A mano.
Dalla spiaggia alla strada, passando per il parcheggio, non un solo bidone, nemmeno per l’indifferenziata.
Dobbiamo dunque presumere che le giovani bariste si carichino in spalla, fino alla propria auto, almeno un enorme sacco nero di rifiuti al giorno?
Comunque, camminare a piedi nudi nella sabbia è come immergerli in un mix di cicche di sigaretta, frammenti di gomma, cartacce…
… bottoni, lattine piegate, cannucce… “Emozioni” analoghe sono indotte dalla visita ai ruderi.
Detriti, un diffuso strato di spazzatura di piccole dimensioni, residui di falò e bisbocce…
… ancora mozziconi di sigaretta, pezzi di vetro. Una scarpa.
Non era nemmeno del nostro numero :-(
Anche il pozzo…
…si rivela stracolmo di spazzatura.
E’ tutto così pervaso da frammenti di spazzatura che il problema della raccolta differenziata (comunque fondamentale in casi, a maggior ragione come questo, di significativo spreco di vetro, latta, plastica) diventa questione di second’ordine, troppo avanzata rispetto alla macroscopicità dell’emergenza rifiuti.
Ciononostante il paesaggio riesce a preservare un qualcosa di selvaggio e misterioso. Basterebbe forse poco – un banale rastrello per la pulizia meccanica, almeno superficiale, della spiaggia – alla pro loco (esisterà?) e a quanti vi si recassero solo in vacanza, per prendersi cura di ciò che amano, così da lasciarlo nel modo in cui vorrebbero ritrovarlo ogni estate.
O, almeno, noi ci stiamo già pensando. La prossima volta che passeremo da quelle parti, lo faremo adeguatamente “attrezzati”, diciamo su modello australiano (che è stato poi opportunamente “recepito” anche dalle nostre parti), così che possa concedersi un momento di sollievo anche la Natura. E siccome da fare ce n’è abbastanza, cominciate da ora a prenotarvi: si accettano volontari :-)




























Ma che articolo tentatore, mette la voglia di estate e di mare!
Diciamo che è il “riscaldamento” per il prossimo numero di The Best…
Oh Cielo! Mi piace quando i miei collaboratori si riscaldano.
Alcune foto in b/n sono davvero bellissime e suggestive. (863 – 866- 872 le mie preferite!)
Complimenti per l’attenzione all’ambiente. Proponiamo anche il contributo di NotitiAE al link:
http://notitiae.wordpress.com/2011/01/21/ambiente-comitato-cittadino-rifiuti-zero-citta-di-spoleto/
What a paradis, and beautiful pictures. I loved the red heart. And I miss the summer, it is not the right pictures to look at in 11 degrees below :o(
Preparatevi che quest’estate vorrei andare in Sardegna, quindi vi tormenterò di domande..quindi mi implorerete di smetterla in ginocchio! ;D
Il commento precedente è il mio…sorry!
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beautiful places :)